Educare alle relazioni per prevenire la violenza: il progetto "SicuraMente" arriva nelle scuole

Intervenire sulla cultura delle relazioni prima che il disagio si trasformi in violenza, offrendo ai giovani uno spazio sicuro in cui essere ascoltati. È l'obiettivo di "SicuraMente", il progetto promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin ETS e da Zelda Teatro — con il contributo della Regione Veneto e la collaborazione di Rete Sicura — e presentato a Palazzo Balbi. L'iniziativa, lodata dalla consigliera regionale Anna Leso, coinvolgerà oltre 4.000 studenti di 203 classi in 29 istituti superiori, unendo il linguaggio del teatro con incontri di approfondimento guidati. Al centro del percorso c'è lo spettacolo "Noi – Credevo fosse amore", affiancato da momenti di confronto in classe su temi cruciali come il rispetto, il consenso, il controllo, gli stereotipi di genere e la responsabilità affettiva.
Come evidenziato dalle parole di Gino Cecchettin e ripreso dalla consigliera Leso, di fronte al silenzio iniziale dei ragazzi emerge presto un bisogno profondo di esprimere dubbi e paure legati al sentimento dell'amore, spesso confuso con il controllo o l'ansia di non essere all'altezza. Il fatto che molti studenti definiscano "memorabile" un incontro scolastico semplicemente "perché sono stati ascoltati" dimostra quanto sia urgente e necessario l'impegno delle istituzioni, delle famiglie e della scuola nel sostenere percorsi educativi continui, affinché il rispetto e la parità diventino pilastri stabili nella vita delle nuove generazioni.

