Attualità di Redazione , 07/10/2026 20:40

Assalto squadrista alla Cgil, confermate in appello le condanne a Fiore e al veronese Castellini

Luca Castellini
Luca Castellini

Regge anche al vaglio dei giudici di secondo grado l'impianto accusatorio della Procura di Roma nel filone principale del procedimento legato all'assalto alla Cgil avvenuto il 9 ottobre del 2021.

I giudici della prima sezione della Corte d'Appello di Roma, hanno confermato le sette condanne di primo grado nei confronti di militanti di estrema destra. Dopo quattro ore di camera di consiglio, i giudici hanno ribadito la pena a 8 anni e sei mesi per il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e a 8 anni e 7 mesi di carcere Giuliano Castellino, leader romano del movimento.

I giudici, accogliendo la richiesta del pg Francesco Scavo, hanno inoltre ribadito la condanna 8 anni mezzo per il militante ed ex Nar Luigi Aronica e otto anni e due mesi per gli altri imputati: il veronese Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa. L'accusa è, a seconda delle posizioni, di concorso in devastazione e istigazione e delinquere.

L'irruzione nella sede del sindacato, in corso d'Italia, avvenne a margine di una manifestazione indetta per protestare contro le misure anti Covid disposte dall'allora Governo. Roma, affermò in aula il pm nel corso del processo di primo grado, venne "messa a ferro e fuoco" per molte ore. Nelle motivazioni di quella prima sentenza i giudici affermarono che da parte di Fiore, Castellino (attualmente detenuto) e Aronica ci fu una "manifesta incitazione e manifesta approvazione a fronte di un sicuro potere di controllo degli eventi".

I giudici affermarono inoltre che i filmati acquisiti dalle forze dell'ordine "descrivono, visivamente, l'atteggiamento di presenzialismo tenuto dagli imputati durante l'assalto, Castellino e Aronica anche fattivi, e comunque tutti e tre osservatori degli eventi, in quanto costoro, e soprattutto Fiore, stazionano davanti e sulle scale ben visibili dai manifestanti, con un contegno di palese approvazione ed adesione alle condotte".

Per i magistrati siamo presenti di fronte ad una "forma di manifesta istigazione e determinazione di condotte che, mediante quell'atteggiamento, ricevevano il placet da parte di soggetti particolarmente carismatici quanto al ruolo proclamato, a parole e nei fatti, di organizzatori della manifestazione e condottieri della iniziativa".

Gli imputati presenti a piazzale Clodio hanno lasciato l'aula in silenzio. "Ricorreremo in Cassazione ma più che altro faremo di questo processo una grande battaglia politica per smantellare quel Deep State che ha voluto a tutti i costi una condanna che non sta né in cielo né in terra, in un processo dove tutti gli imputati sono assolutamente innocenti", ha annunciato Fiore.

"È una sentenza politica: come disse il ministro Matteo Piantedosi vi è una disparità di trattamento che cozza spaventosamente con tutte le scene viste e riviste dei drammatici scontri nelle piazze per i quali, giustamente, non è stata contemplata la devastazione" ha aggiunto Luca Castellini.