Attualità di Redazione , 01/09/2026 14:01

Confcommercio: Libri scolastici aumentano sempre, serve detrazione fiscale

Libri di scuola
Libri di scuola

"Con un'inflazione che è al 2,9%, sarebbe stato difficile che anche i materiali per la scuola non avessero subito aumenti. Per cui se il materiale scolastico è aumentato del 2,3% rispetto al 2025 e i libri di testo hanno subito un ritocco al rialzo dell'1,6%, direi che non c'è quella 'corsa al rialzo' che, peraltro, è il tema ricorrente di ogni inizio settembre". Lo afferma in una nota Antonio Zaglia, presidente dei librai dell'Ali Confcommercio Veneto e presidente del comparto in Confcommercio Padova, precisando che "con le spese fisse (abitazione, bollette, trasporti, assicurazioni) che occupano il 42% del reddito delle famiglie, anche un 2% finisce per essere un aggravio non indifferente".

"Sono anni - prosegue Zaglia - che come Ali Confcommercio proponiamo la detrazione fiscale per i libri di testo, una strada a nostro giudizio fattibile che unita ai contributi economici per le situazioni di maggior disagio che diversi comuni attuano, può rappresentare, ma evidentemente solo a nostro avviso, la soluzione al tema del caro libri e del caro corredi, temi peraltro sempre molto 'gettonati' e poi puntualmente dimenticati al primo suono di campanella Resta difficile da comprendere perché si possono detrarre le spese mediche e quelle per la palestra ma non lo si possa fare per i libri ed il materiale scolastico, un intervento che abbiamo valutato in un centinaio di milioni di euro, niente se paragonato alle accise di questi giorni".

Secondo l'esponente di Confcommercio "l'idea che ci siamo fatti è che ci sia la volontà di dirottare su grande distribuzione ed e-commerce il grosso dei consumatori, il tutto in base alla semplice scontistica che loro possono fare e noi meno. Non si può negare che offrano prezzi concorrenziali, però è altrettanto vero che non offrono il servizio: fra qualche settimana la promozione sarà finita e le famiglie devono sperare che tutto sia andato bene. Le librerie e le cartolibrerie, invece, sono sempre lì, pronte a sostituire il libro sbagliato o modificato in corso d'opera e sono soprattutto lì per consigliare un prodotto rispetto ad un altro".

"La questione, negli ultimi mesi, è un po' uscita dai radar - sottolinea infine Zaglia - ma lo 'ius scholae' ha tenuto banco per diverso tempo mettendo la cultura al centro del processo di integrazione degli stranieri, salvo poi continuare ad indicare i libri di testo e le spese per la formazione, in generale, come causa delle difficoltà delle famiglie. Non vi è dubbio che l'Italia sia un Paese che legge poco ma se il messaggio che passa è quello che un libro possa essere catalogato come 'spesa superflua' evidentemente stiamo sbagliando qualcosa", conclude.