Attualità di Redazione , 19/09/2026 7:08

Bardolino e il Garda firmano “Patto per il Lago”

Patto Bardolino

Una firma dopo l'altra, il Lago di Garda si è riconosciuto come un unico territorio. È accaduto venerdì 18 settembre, al Parco di Villa Carrara Bottagisio, a Bardolino, dove si è svolto l'evento istituzionale "Tre sponde, un'unica identità culturale. Un lago cuore del mondo": una tappa decisiva del percorso di candidatura di Bardolino e del Lago di Garda a Capitale Italiana della Cultura 2029, promosso dal Comune di Bardolino come ente capofila insieme alla Comunità del Garda, al Consorzio Garda Unico e a Destination Verona & Garda Foundation.

Alla serata hanno preso parte i componenti del Comitato scientifico e dell'Advisory Board della candidatura. I rappresentanti delle altre due sponde sono arrivati come si arriva sul Garda da sempre: dall'acqua. Le imbarcazioni con a bordo le delegazioni bresciana e trentina hanno attraccato al pontile di Bardolino nel tardo pomeriggio. Al centro dell'incontro il "Patto per il Lago di Garda": un impegno formale a riconoscere il lago come un unico patrimonio culturale, oltre i confini amministrativi e regionali che ne dividono le rive tra Veneto, Lombardia e Trentino.

La sottoscrizione è avvenuta in due tempi. I rappresentanti istituzionali avevano già aderito nelle settimane precedenti con una comunicazione ufficiale inviata al Comune di Bardolino: un atto amministrativo, deliberato e protocollato. Questa sera quell'adesione è diventata un gesto. Uno alla volta, davanti al pannello allestito nel parco, oltre duecento persone hanno apposto la propria firma sotto il testo del Patto, trasformandolo progressivamente in un documento collettivo. A firmare non sono stati soltanto i rappresentanti politici e gli amministratori dei Comuni delle tre sponde. Hanno voluto lasciare il proprio nome anche le associazioni culturali e sportive del territorio, le associazioni di categoria del mondo economico e produttivo e i cittadini presenti, che hanno scelto di aderire personalmente a un cammino che riguarda le comunità prima ancora delle istituzioni.

Hanno fatto giungere il proprio sostegno anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. «L'intero bacino del Lago di Garda è un territorio straordinario, ricco di storia, bellezze paesaggistiche ed eccellenze uniche, che merita senza dubbio la più adeguata promozione e la massima valorizzazione. La capacità di fare rete e di valorizzare il patrimonio culturale di questa perla del nostro Veneto rappresenta un grande valore per tutta la comunità regionale», ha affermato Stefani.

«Candidare Bardolino a Capitale Italiana della Cultura significa investire nella valorizzazione dell'intero Veneto e del contesto che circonda Bardolino», ha evidenziato Zaia. «Siamo la prima regione turistica italiana, con il 66 per cento di turisti stranieri: ci sono bellezze paesaggistiche uniche, operatori eccezionali, e le eccellenze e i siti culturali di quest'area non hanno pari in Italia. Valorizzare la cultura attorno all'offerta turistica delle nostre comunità è una sfida vincente», ha spiegato Zaia.

«Il pannello con le firme racconta meglio di qualsiasi discorso che cosa sia diventata questa candidatura», ha sottolineato il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi. «Le adesioni formali erano già arrivate, nero su bianco. Ma vedere le persone mettersi in fila per firmare — sindaci, presidenti di associazione, imprenditori, cittadini — significa che il Garda ha smesso di essere un insieme di Comuni che si affacciano sulla stessa acqua ed è diventato una comunità che si riconosce in una sfida più ampia, che ci riguarda tutti da vicino. Nessuno di noi, da solo, sarebbe arrivato fin qui».

Nei prossimi giorni il pannello sarà collocato nel giardino interno del Municipio di Bardolino. La serata si è conclusa con un brindisi di buon auspicio con i vini del territorio, in un parco che guarda il lago da cui tutto è partito. Ora l'appuntamento è fissato per mercoledì 23 settembre, quando il dossier di candidatura sarà depositato al Ministero della Cultura. Il dossier è stato predisposto dalla direttrice del progetto, l'architetto Daniela Cavallo. Protagonista sarà l'acqua: non come sfondo paesaggistico, ma come elemento culturale che ha generato lingue, mestieri, architetture, rotte commerciali e forme di convivenza, e che tiene unite le tre sponde.

«Il 23 settembre consegneremo un dossier, ma quello che abbiamo costruito in questi mesi resterà come eredità ben oltre il 2029», ha concluso Bertasi. «Il Patto firmato non scade con l'esito della candidatura: è l'impegno a lavorare insieme, con una sola voce. L'acqua che raccontiamo nel dossier è la stessa che da secoli unisce chi vive su queste rive. Il nostro compito è farla riconoscere per quello che è: cultura».