Campi scuola dell'ANA Verona, l'estate alpina con i giovani

Le giornate iniziano alle 6.30 con la sveglia e la ginnastica mattutina, la colazione, la pulizia personale e delle stanze. Una buona colazione proteica e via con le attività: corsi di orienteering, nozioni teoriche e pratiche su protezione civile, pronto soccorso, escursioni in montagna, canti alpini, gare sportive.
Sono circa 200 i ragazzi e le ragazze che durante questa estate hanno partecipato ai 3 campi alpini organizzati dall’ANA Verona. Si tratta del Campo scuola Ana Nazionale gestito dalla sezione di Verona, che ha accolto a Enego (Vi) 50 giovani, del Campo scuola della Protezione civile dell’Ana Verona, a Zevio, a cui hanno partecipato 30 ragazzi e ragazze e ai Campi scuola sezionali dell’ANA Verona – organizzati in tre turni settimanali, suddivisi per fasce d’età in modo da poter gestire le attività in modo più omogeneo – che si è concluso pochi giorni fa a Ferrara di Montebaldo, nel rifugio sezionale Merlini, e che ha avuto circa 100 adesioni.
“Per noi Alpini i giovani sono il futuro. A loro vogliamo trasmettere quello stile di vita fatto di servizio, responsabilità e amore per il bene comune. Quest’anno abbiamo realizzato cinque Campi scuola, contribuendo a un risultato straordinario che ha visto gli Alpini organizzare centinaia di Campi scuola in tutta Italia. Dietro questi numeri ci sono migliaia di ore di volontariato, famiglie che ci hanno accordato la loro fiducia e tanti ragazzi e ragazze che hanno vissuto esperienze destinate a lasciare un segno. Ma, soprattutto, c’è un messaggio che desideriamo trasmettere: il “Noi” prima dell’“Io”. È questo lo spirito alpino. Crescere insieme, aiutarsi, condividere responsabilità e mettere il bene comune davanti all’interesse personale”, commenta il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan, che nel suo discorso di chiusura dell’ultimo turno dei Campi scuola al rifugio Merlini ha ricordato don Antonio Mazzi. “La sua scomparsa rende ancora più significativo questo momento. Il modo migliore per onorarlo è continuare a fare ciò in cui lui ha sempre creduto: stare accanto ai giovani, ascoltarli, incoraggiarli e dare loro fiducia. recentemente scomparso. Come diceva don Mazzi, “degli alpini ci si può fidare. Sempre”. Facciamo in modo, cari Alpini, che questa frase continui a essere vera. Ogni giorno. Con i fatti, prima ancora che con le parole.Perché il futuro dei nostri giovani si costruisce con l’esempio”.
A Enego, a luglio, i giovani del Campo scuola hanno ricevuto anche la visita a sorpresa del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, accompagnato dal presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero. “È stato un piacere visitare questo campo, conoscere i giovani e gli alpini che, insieme a personale della Protezione Civile, li stanno formando. La Regione crede fortemente in questo tipo di esperienze e ha già deliberato un finanziamento straordinario a sostegno di campi scuola come questo. Montare e smontare un tendone, raggiungere una persona dispersa, distribuire del cibo, svolgere manovre di soccorso in caso di incendi o alluvioni, ma soprattutto fare dell’attività di gruppo, fedeli al motto “Noi viene prima di io”. Ringrazio questi ragazzi straordinari e chi si occupa della loro formazione. E auspico che queste esperienze vengano diffuse e si svolgano su tutto il territorio regionale”, aveva dichiarato Stefani ai giovani e ai volontari alpini che li hanno seguiti.
Durante le settimane, rigorosamente smartphone free e non connessi a social e al mondo virtuale, le giornate sono state scandite da attività all’aria aperta, sport, escursioni e Protezione civile. I giovani sono sono stati coinvolti in corsi di orienteering, nozioni teoriche e pratiche su protezione civile, pronto soccorso, escursioni in montagna, canti alpini, gare sportive. Inoltre, nelle attività normalmente svolte dai volontari dell’ANA e di Protezione Civile, e hanno imparato o nozioni di base sul primo soccorso, su montaggio e smontaggio delle tende, su attività legate alla logistica, comunicazioni radio, attività delle unità cinofile, del nucelo antincendio boschivo, squadre droni. E ancora, arrampicata su roccia e trekking e la possibilità di trascorrere alcuni momenti con gli alpini in servizio, grazie alla collaborazione tra ANA e Truppe Alpine, per entrare in contatto anche con graduati e volontari di truppa.

