Attualità di Redazione , 04/07/2026 10:30

Borgo Santa Croce saluta Don Francesco, il ricordo di Pompili: "Una forza più forte della morte"

Mons. Domenico Pompili
Vescovo Domenico Pompili

A Verona, nella chiesa di Borgo Santa Croce, ultimo saluto a don Francesco Andreoli, il prete di 36 anni che, insieme al 16enne Alberto Fioretto ha perso la vita il 25 giugno, a seguito di un incidente stradale sulla Pedemontana Veneta.

Ieri a Schio i funerali davanti a 5mila persone. Questa mattina la salma di don Francesco è stata accolta da una chiesa gremita. Il rito è stato celebrato dal vescovo di Verona, Domenico Pompili.

"Per quanto faccia strano oggi sentir parlare di allegria, solo l’allegrezza spiega vite come quella di don Francesco e di Alberto. In effetti, la loro “amabilità”, ha conquistato tutti, facendo di un giovane prete e di un ragazzo-animatore una forza più forte della morte" ha detto Pompili.

"Per lui, ogni parola, ogni sguardo, ogni incontro erano una scintilla per accendere la vita, per ridestarla, per rilanciarla. Da don Francesco abbiamo imparato una cosa su tutte: la sua arte educativa" ha aggiunto il vescovo di Verona.

"Sapeva che l’amore ben esercitato non garantisce sempre il risultato. Nessuno può vivere al posto di un altro. C’è qualcosa di intrasmissibile nel cuore di ogni storia umana, e riconoscerlo non è una resa, è una legge che libera. Ci libera dall’ansia del risultato, dalla pretesa di controllare l’esito, dall’illusione di essere noi i protagonisti del cambiamento altrui. Francesco non improvvisava, ma sapeva che l’imprevisto è una promessa, non una minaccia. Come scriveva Montale “Un imprevisto è la sola speranza”. Questa speranza dia forma alla nostra vita e alla nostra passione educativa" ha chiosato Pompili.