Azalea: "Attacchi ingiustificati da Uil FP Verona alla proroga dello stato di crisi"

È stato approvato lo scorso 21 maggio, con la maggioranza piena dell’assemblea delle socie e dei soci (88 voti a favore su 128 votanti), il piano strategico di sostenibilità e sviluppo di Azalea – cooperativa sociale attiva in ambito sociosanitario, educativo e salute mentale sul territorio veronese – e con esso la proroga dello stato di crisi.
«Una scelta condivisa e maturata attraverso un confronto aperto, partecipato e democratico tra i soci, che utilizza lo strumento mutualistico previsto dalla normativa cooperativa (legge 142/2001) per assumere misure straordinarie e temporanee finalizzate a sostenere il piano di sviluppo e a proteggere il patrimonio costruito in oltre trent'anni, tutelando al tempo stesso le socie e i soci lavoratori – spiega la presidente Linda Croce –. Un percorso ben definito nelle azioni di intervento come nelle tempistiche, orientato alla sostenibilità, allo sviluppo della cooperativa e alla costruzione di nuovi modelli organizzativi capaci di affrontare le trasformazioni del welfare contemporaneo».
Si tratta di misure preventive a tutela della cooperativa, del lavoro e dei servizi erogati per la comunità, a fronte anzitutto del mancato recepimento nei bandi pubblici degli aumenti definiti dal rinnovato contratto nazionale del lavoro delle cooperative sociali. Un contratto fin da subito applicato integralmente da Azalea, che ha pure sempre riconosciuto tutti gli aumenti previsti sostenendone direttamente l'impatto economico con fondi e risorse proprie, in attesa dei dovuti adeguamenti da parte degli enti con cui lavora.
Sono fatti che smentiscono con ogni evidenza le informazioni diffuse nei giorni scorsi da Uil FP Verona dando corpo a una grave azione lesiva per la reputazione di Azalea, che oggi conta oltre 320 soci e lavoratori, sviluppa più 11 milioni di euro di fatturato e opera con numerosi servizi e progetti sul territorio veronese. Un’azione denigratoria, poggiata su informazioni false e dati distorti, a cui purtroppo alcuni media hanno dato spazio senza le opportune verifiche. «Verso i responsabili del sindacato si stanno valutando ora le più opportune vie legali rispetto ai profili diffamatori e ai danni subiti, ma si considera opportuno fare la massima chiarezza, ripristinando la verità e la serenità rispetto a ciò che si è narrato, ancorandole alla solidità dei numeri e dei fatti reali – aggiunge ancora la presidente –. Lo dobbiamo alla cooperativa stessa, all’assemblea dei soci, che è il suo organo sovrano come per ogni cooperativa, ai soci lavoratori, alle persone destinatarie dei nostri servizi e alle loro famiglie, ai collaboratori e ai partner con cui ogni giorno ci relazioniamo, messi inevitabilmente in allarme».
Più nel dettaglio, Azalea ha posto in campo in questi ultimi anni un percorso progressivo e temporaneo approvato dalle socie e dai soci. Percorso di cui fanno parte specifiche misure, come quella di un contributo pari a una trattenuta media di iniziali 30 euro lordi mensili passato in questi ultimi mesi a 60 euro (importo riproporzionato al livello contrattuale e al monte ore lavorate), e che a partire da luglio si attesterà intorno ai 35 euro lordi per poi scendere progressivamente nel corso del 2027, fino alla sua conclusione.
Negli anni precedenti, inoltre, la cooperativa aveva accantonato risorse e fondi propri per assorbire l’impatto degli aumenti previsti dal rinnovo del Ccnl delle cooperative sociali, sempre applicato, fondi che inevitabilmente si stanno erodendo in attesa degli adeguamenti degli enti pubblici.
«Alla cooperativa Azalea, nostra associata, va tutta la solidarietà di Confcooperative Verona per i recenti articoli comparsi a mezzo stampa – afferma il presidente Fausto Bertaiola –. Come associazione di rappresentanza delle cooperative crediamo profondamente nel dialogo sindacale, esercitato con responsabilità e nelle corrette modalità dialettiche, quando orientato alla soluzione delle questioni, alla valorizzazione dei lavoratori, anche soci, e alla crescita delle nostre imprese cooperative. C’è invece rammarico nei confronti di una dialettica sindacale che non ha tenuto conto del fatto che Azalea ha correttamente attivato la procedura prevista dalla legge 142/2001, all’interno del massimo confronto democratico con la propria base sociale, che ha recepito e applica il nuovo Ccnl delle cooperative sociali e che il piano di crisi, economicamente e aziendalmente, è proprio funzionale alla sua applicazione». «Tutto questo – conclude Bertaiola – in una situazione generale molto complessa, in cui numerosi enti, sia nei mercati privati che in quelli pubblici non hanno ancora adeguato corrispettivi e contratti alle nuove tabelle retributive, creando un quadro di estrema difficoltà nel recepimento dell’aumento dei costi da rinnovo di Ccnl»

