Attualità di Redazione , 07/05/2026 6:00

Uila: calo fino al 30% delle semine di mais per la chiusura del stretto di Hormuz

Trebbiatura del mais
Trebbiatura del mais

La chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe causare pesanti ripercussioni sul lavoro agricolo in Veneto. L'impennata del costo del gasolio agricolo e dei fertilizzanti porterà, infatti, ad un calo stimato fino al 30% delle semine di granoturco rispetto al 2025. Una tegola che colpirà l'intera catena agroalimentare, compresa la zootecnia che su quel mais si regge.

Lo rileva la Uila - Unione italiana dei lavori agroalimentari del Veneto al congresso regionale, che si è svolto a Mestre. Erano presenti Roberto Toigo, segretario regionale di Uil Veneto; Enrica Mammucari, segretaria generale Uila nazionale; e Dario Bond, assessore all'Agricoltura della Regione Veneto. Per Daniele Mirandola, segretario regionale Uila, si deve "essere pronti a tutelare tutti i lavoratori che contribuiscono alla ricchezza dell'agroalimentare veneto, che esporta oltre 10 miliardi di euro ogni anno.

È il motore principale dell'economia regionale non solo nel vitivinicolo, ma anche nella trasformazione alimentare, con prodotti come l'Asiago dop, il Grana Padano, le eccellenze avicole, i prodotti ittici, la grande industria conserviera". L'agroalimentare veneto sta cambiando pelle: secondo i dati dellla Uila i lavoratori over 60 sono cresciuti del 4,9%, mentre la componente femminile è scesa al 31,4% del totale, con oltre 5.800 lavoratrici perse in dodici mesi.

E quasi un lavoratore su due è nato all'estero. "Quella degli stranieri è una componente cresciuta del 6% nel numero e di oltre il 9% nelle giornate lavorate: un pilastro del Made in Italy che merita risposte concrete in termini di integrazione, non solo di impiego - spiega Mirandola -. Gli elenchi anagrafici 2025 dei lavoratori agricoli ci consegnano un quadro in evoluzione. Per la prima volta la media delle giornate lavorate pro capite superano il tetto delle 100 giornate annue, segnale di una tendenza verso una maggiore professionalizzazione.

A conferma di ciò, il numero di operai che lavorano meno di 10 giornate è calato del 4,5%. Sono dati che descrivono un mercato del lavoro in profondo cambiamento strutturale. Sul fronte del lavoro la Uila vede con favore una banca dati condivisa con Veneto Lavoro — l'agenzia regionale per il mercato del lavoro — che consenta una migliore lettura della mobilità del mercato del lavoro agricolo. Attualmente questo progetto è attivo nella provincia di Verona, ma l'auspicio sarebbe poterlo estendere progressivamente a tutto il Veneto.