Attualità di Redazione , 11/05/2026 11:11

Sapori di libertà, il cambiamento servito a tavola. Cena in carcere con riscatto sociale in menù

Jacopo Natale
Jacopo Natale

Jacopo Natale, ristoratore veronese classe 1980. Lo ricordiamo tutti quando, ai tempi del Covid durante il periodo di lockdown, portava i pasti agli operatori sanitari impegnati negli ospedali della città. Negli ultimi anni Yard, il suo ristorante, è entrato nel circuito “ristoranti contro la fame”, che organizzano una serie di cene il cui ricavato sostiene progetti umanitari in giro per il mondo.

Ora un altro passo a favore della comunità. Negli scorsi mesi, partendo dal presupposto che la cucina “si può trasformare in un luogo di redenzione e che la disciplina di una brigata sia lo strumento perfetto per il reinserimento sociale” è entrato più volte nella Casa Circondariale di Montorio per avviare colloqui conoscitivi con detenuti da avviare alla professione.

“La ristorazione è rigore, orari, rispetto dei ruoli e delle materie prime. In cucina siamo tutti uguali: conta come lavori, non quello che hai fatto fuori o prima. Cercare un aiuto cuoco a Montorio significa offrire a un uomo la possibilità di non essere più definito dal suo errore, ma dal suo mestiere” ha dichiarato al Corriere della Sera.

Il progetto è una opportunità prevista dalla legge Smuraglia, che favorisce l’inserimento lavorativo dei detenuti come strumento di reinserimento sociale. Natale ha trovato la persona giusta per il suo staff, chi sappia mantecare un risotto ma anche gestire la pressione di cento coperti insieme.  Entrerà nella  brigata di Corso Cavour il 23 maggio. Il giorno prima una occasione unica per condividere con gli studenti di Enogastronomia del carcere una tavola che racconta storie di impegno, riscatto e futuro.  Venerdì 22 maggio alle 18:30 appuntamento esclusivo a Montorio: il 100% del ricavato della cena sarà destinato a finanziare i progetti di Azione Contro la Fame per combattere malnutrizione in Italia e nel mondo.