Consiglio Comunale: approvato il nuovo regolamento per le erogazioni liberali

Il Comune di Verona ha predisposto un nuovo Regolamento per le Erogazioni Liberali, con l’obiettivo di colmare un vuoto normativo interno finora gestito solo tramite il Codice Civile. La delibera 25/2026 (approvata con 23 voti favorevoli e 6 astenuti ) recepisce le novità introdotte dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che promuove la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per contenere la spesa pubblica.
“Il regolamento stabilisce le regole che il Comune deve seguire – ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali e Abitative e al Terzo Settore Luisa Ceni, delegata dall’assessore al Bilancio, Michele Bertucco - quando riceve donazioni di beni o servizi da cittadini o imprese. Tre sono i principi cardine: l’interesse pubblico della donazione, la trasparenza e l’anticorruzione, e i controlli sui donanti. In particolare, il Comune si impegna a pubblicare annualmente un prospetto delle liberalità ricevute, nell’ambito del piano PIAO 2026-2028. L’articolo 7 disciplina le cosiddette “donazioni promissorie”, ovvero i casi in cui il donante si impegna a realizzare un’opera pubblica o un servizio continuativo a proprie spese: per questi casi sono previsti controlli ancora più stringenti, allineati alla normativa sugli appalti pubblici. Il testo è stato elaborato congiuntamente dalla Centrale Unica Appalti e dal Segretario Generale, e sottoposto alle Circoscrizioni cittadine: l’1^,3^, 4^,5^ e 8^ hanno espresso parere favorevole”.
LA DELIBERA 20/2026
Il Consiglio Comunale ha approvato la Proposta n. 20/2026 con 21 voti favorevoli e 3 contrari. Come ha spiegato la vicesindaca con delega all’urbanistica, Barbara Bissoli “la Società Orpheus Srl è proprietaria dell’edificio di tre piani sito in Via Valerio Catullo n. 1. Nelle 16 unità immobiliari ubicate ai piani secondo e terzo di tre con destinazione turistico-ricettiva è in esercizio una struttura ricettiva complementare del tipo “unità abitative ammobiliate ad uso turistico classificate”.
Al primo piano dell’edificio, sono ubicate 6 unità immobiliari per complessivi 314 mq, oggetto di un permesso di costruire rilasciato nel 2018 per cambio di destinazione d’uso con opere da direzionale a residenziale. Contestualmente al conseguimento dell’agibilità delle 6 unità immobiliari del primo piano, nel 2018 è stato comunicato anche l’utilizzo delle stesse per locazioni turistiche.
Nel luglio del 2021, la Società Orpheus Srl ha presentato istanza volta ad ottenere il rilascio di permesso di costruire, previa approvazione della proposta progettuale in deroga alle previsioni dello strumento urbanistico ai sensi dell’art. 14, comma 1 del DPR n. 380/2001, per cambio di destinazione d’uso delle 6 unità del piano primo dell’edificio, utilizzate per “locazioni turistiche”, da residenziale ad attività ricettiva complementare per “unità abitative ad uso turistico classificate”.
Al fine di ampliare la struttura ricettiva complementare, con nuova classificazione a “5 Leoni” ai sensi degli artt. 31 e 32 della L.R. n. 11/2013 per tutte le 22 unità immobiliari, la proposta progettuale è stata adeguata con la realizzazione nel piano interrato di una sala lettura per gli ospiti.
Poichè la destinazione d’uso turistico ricettiva anche complementare non sarebbe consentita nel centro storico in forza dell’art. 83 delle Norme Tecnico Operative del PI (Città storica centrale: disciplina funzionale), l’istanza è stata presentata in deroga ai sensi art. 14, comma 1 del DPR 380/2001.
Come diffusamente illustrato nella proposta di delibera, l’ampliamento della struttura ricettiva complementare soddisfa un interesse di rilevanza pubblica in una città come Verona a forte affluenza turistica che presenta un deficit - come già dimostrato in precedente analoga occasione - di strutture ricettive di alta gamma, comportando nel caso specifico la massima classificazione regionale per l’intera struttura con il reperimento di un ulteriore spazio di accoglienza per la clientela e di parcheggi a servizio delle 22 unità immobiliari.
Le previsioni riguardanti le dotazioni a standards sono le seguenti:
a) l’ampliamento della struttura ricettiva complementare comporta che debba essere soddisfatto lo standard edilizio a parcheggio per le 22 unità immobiliari, ai sensi dell’art. 31 della L.R. n. 11/2004, e dunque 1 posto auto per ogni unità immobiliare, che viene soddisfatta mediante il convenzionamento del servizio di car valet, con utilizzo di un’area privata sita in via Basso Acquar n. 125;
b) standard urbanistici a parcheggio P2 e a verde: per mancanza di aree disponibili viene richiesta e accordata la monetizzazione sostitutiva di cui all’art. 24 delle NTO del P.I., per le seguenti superfici minime previste di normativa dal PI: parcheggio P2 mq. 62,92 – verde mq. 28,65., per una somma complessiva di circa € 17.000.000;
In base a quanto sin qui detto, si ritiene possibile superare il parere negativo della 1^ Circoscrizione reso nel 2021: infatti, il cambio d'uso delle 6 unità immobiliari da residenziale a ricettivo complementare non va a ridurre gli spazi dedicati alla residenzialità, come lamentato nel parere stesso, considerato che dal 2018 le 6 unità del primo piano sono destinate a “locazioni turistiche”, né il cambio d’uso comporta conseguenze negative sull’ambiente, perché al contrario la classificazione richiesta di “5 Leoni” consente di dotare l’intera struttura complementare di maggiori servizi rivolti all’accoglienza dei turisti utenti.
Il maggior valore generato dall’interevento è stato verificato dal Servizio Estimo del Comune in circa € 150.000,00; pertanto, ai sensi dell’art. 16, comma 4, lettera d-ter) e comma 4-bis del D.P.R. 380/01 e dell’art. 157 delle N.T.O. del P.I., il contributo straordinario dovuto dal soggetto attuatore al Comune, pari al 50% del maggior valore, è di circa € 75.000’’.
Con la delibera in discussione si propone anche l’approvazione dello sc hema di convenzione che dovrà essere stipulata prima del rilascio del permesso di costruire, recante impegni e vincoli per il soggetto attuatore e per la proprietà immobiliare, comprensivi tra l’altro:
• degli obblighi inerenti la costituzione di un vincolo novantennale gravante sull’intero edificio ai sensi dell’art. 2645-ter del codice civile in ordine al conseguimento e al mantenimento della classificazione di “5 Leoni”, con il riconnesso procedimento di decadenza della deroga concessa in caso di eventuale perdita di detta classificazione;
• della previsione che la presentazione della segnalazione certificata di agibilità relativa all’intervento edilizio potrà avvenire efficacemente solo dopo che il soggetto attuatore abbia integralmente corrisposto al Comune le somme dovute e cioé il contributo straordinario, il contributo di costruzione e la monetizzazione sostitutiva degli standard urbanistici e abbia costituito per atto unilaterale d’obbligo, debitamente trascritto, il vincolo di destinazione ai sensi dell’art. 2645-ter”.
L’Ordine del Giorno, recepito dalla vicesindaca Bissoli, e presentato dal Consigliere Pietro Trincanato di Traguardi chiede che queste risorse non vengano disperse nel bilancio generale, ma reinvestite nel recupero del patrimonio residenziale pubblico del centro storico — in particolare negli immobili AGEC di Corso Porta Borsari e delle vie limitrofe a Piazza delle Erbe — e che la Giunta adotti ogni ulteriore misura utile a contrastare la de-residenzializzazione del centro storico.
Il Consigliere Pietro Trincanato ha sottolineato che “Le sei unità di Via Catullo erano di fatto già fuori dal mercato abitativo dal 2018, quindi oggi non perdiamo case: prendiamo atto di una realtà già consolidata. Ma proprio per questo il Comune deve fare la sua parte: ogni euro incassato come contropartita di una deroga urbanistica deve tornare a beneficio della comunità che quella deroga la subisce. Con questo Ordine del giorno chiediamo che i 74.774 euro vadano direttamente al recupero degli alloggi pubblici AGEC nel centro storico — case vere, per residenti veri. Non è un atto simbolico: è la scelta minima di coerenza che ci aspettiamo dalla Giunta.”
IL DIBATTITO
La consigliera Carla Padovani di Verona PER ha evidenziato come “Questa delibera accumula una serie di deroghe che creano precedenti importanti. La circoscrizione nel 2021 aveva detto no per tutelare la residenzialità, e in questa delibera non trovo nessun elemento che confuti quel parere”
La consigliera di Sinistra Italiana Jessica Cugini ha sottolineato come “le deroghe affossino quel che rimane della pianificazione urbanistica, lasciando spazio alla rendita privata. Fatico a scorgere l’interesse pubblico nella trasformazione di residenziale in ricettivo alberghiero di lusso: per me pubblico significa accessibile a tutti, non riservato a singoli individui alto-spendenti.”
Secondo Pietro Trincanato di Traguardi “un voto contrario a questa delibera non aumenterebbe di un solo appartamento lo stock residenziale: quegli immobili sono già destinati a locazione turistica dal 2018 e come Comune non possiamo farci nulla. Meglio portarli sotto il controllo dell’amministrazione pubblica, e investire i €74.000 del contributo straordinario nel recupero di alloggi pubblici AGEC in centro storico — quella sì è tutela concreta della residenzialità.”
Sergio Tonni di Azione ha annunciato il proprio voto contrario: “alla vigilia di un nuovo PAT, ha detto Tonni - approvare una deroga all’urbanistica vigente è inopportuno e contraddittorio rispetto all’emergenza casa che questa stessa amministrazione ha più volte denunciato.”
LA DOMANDA D’ATTUALITA’
In riscontro alla domanda di attualità presentata dal Consigliere Nicolò Zavarise della Lega Veneta sull’istituzione del senso unico in viale Nino Bixio, si precisa, spiega l’assessore alle Strade, Federico Benini “che il progetto in argomento è previsto nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile adottato con deliberazione di Giunta comunale 22 ottobre 2020, n. 347, ed approvato con deliberazione di Consiglio comunale 12 ottobre 2023, n. 56. Il quadro conoscitivo posto alla base del Piano si fonda su una estesa e aggiornata attività di analisi, supportata da un modello di simulazione multimodale che rappresenta lo strumento tecnico per la valutazione preventiva degli impatti sul sistema della mobilità urbana. È opportuno precisare che tale modello è stato alimentato da una capillare campagna di indagini e rilievi, effettuata su scala cittadina, che ha permesso di ricostruire i flussi di traffico e le dinamiche degli spostamenti. Attraverso l'elaborazione dello Scenario di Riferimento, il Comune di Verona ha potuto simulare l'assetto della rete stradale includendo le varianti infrastrutturali programmate e verificandone la compatibilità con le esigenze di fluidificazione del traffico, specialmente in contesti sensibili quali le aree limitrofe ai poli ospedalieri”.
L'introduzione del senso unico in viale Nino Bixio si inserisce dunque in una strategia che mira a un riequilibrio modale complessivo. Le risultanze delle simulazioni dimostrano che la gestione coordinata dei flussi, unitamente alle misure di moderazione del traffico e al potenziamento del trasporto pubblico previsti dal PUMS, è idonea a scongiurare, nel complesso, fenomeni di congestione sulle arterie secondarie.
L’ORDINE DEL GIORNO
Con l’ordine del giorno 590/2026, il Sindaco e la Giunta comunale si impegnano a esprimere formalmente solidarietà ai giornalisti, a trasmettere l’ordine del giorno alla FNSI, alla FIEG e al Governo nazionale, e a farsi portavoce della necessità che i contributi pubblici all’editoria siano subordinati al rispetto dei contratti collettivi di lavoro. Il testo è sottoscritto da diversi consiglieri comunali, a prima firmataria la consigliera di Traguardi, Beatrice Verzè, Jessica Cugini di Sinistra Italiana, Fabio Segattini del Pd, Giuseppe Rea di 5 Stelle, Stefano Vallani, del Pd e presidente del Consiglio Comunale e Annamaria Molino di Dts.
“Questa sera, - ha detto Verzè - con questo ordine del giorno, parliamo di una libertà, quella di informazione, che costituisce un pilastro fondamentale della nostra democrazia e un diritto inalienabile di ogni cittadina e cittadino. Ma dobbiamo dircelo chiaramente: non può esserci informazione libera se chi la produce vive nel ricatto della precarietà o nell'umiliazione di un contratto scaduto da oltre dieci anni”.
“L’obiettivo è esprimere solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti in vertenza per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro stipulato tra la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali). – si legge nel testo dell’Ordine del Giorno - Il contratto è scaduto il 1° aprile 2016 e, a distanza di oltre dieci anni, non è ancora stato rinnovato, rendendo i giornalisti dipendenti l’unica categoria lavorativa italiana ancora priva di un contratto aggiornato. Nel corso di questo lungo stallo negoziale, le retribuzioni sono rimaste sostanzialmente invariate, subendo un’erosione reale stimata dall’ISTAT in oltre il 19% a causa dell’inflazione nel periodo 2016-2024. Parallelamente, il numero di giornalisti regolarmente assunti è diminuito di circa il 15%, con una parallela crescita del lavoro precario e sottopagato. Le imprese editrici associate alla FIEG hanno invece beneficiato, tra il 2024 e il 2026, di oltre 240 milioni di euro complessivi in contributi pubblici, tra sussidi per le copie cartacee, prepensionamenti e risorse per l’innovazione tecnologica. La FNSI ha avanzato richieste di adeguamento salariale, di regolamentazione dell’intelligenza artificiale nelle redazioni e di tutela dei diritti d’autore sui contenuti digitali, senza ottenere risposte adeguate dalla controparte. In segno di protesta sono state proclamate tre giornate di sciopero nazionale, il 28 novembre 2025, il 27 marzo 2026 e il 16 aprile 2026, con ampia adesione della categoria, e il 16 aprile si è svolta anche una manifestazione unitaria a Verona”.
IL DIBATTITO
E’ intervenuto, inoltre, sull’argomento un altro firmatario, il consigliere Fabio Segattini che ha chiosato come “i contributi pubblici all’editoria sono legittimi, ma devono essere condizionati al rispetto delle regole: chi riceve soldi pubblici deve garantire i contratti di lavoro ai propri dipendenti. È il minimo della legalità in un paese civile, e per questo condivido in pieno questo ordine del giorno.”
Anche il Consigliere Paolo Rossi di Verona Domani ha espresso piena soddisfazione per la proposta della collega Verzè: “finalmente ci occupiamo di temi concreti che toccano da vicino chi vive e lavora nella nostra città. I giornalisti hanno il privilegio e l’onere di raccontare il mondo ai cittadini, e sostenere la loro battaglia per il rinnovo contrattuale è un doveroso segnale di vicinanza e solidarietà.”
LA MOZIONE
La mozione 586 , presentata dalla consigliera comunale Jessica Cugini (In Comune per Verona – Sinistra Italiana) il 17 aprile 2026, riguarda la riduzione dei docenti in distacco presso gli Istituti storici per la storia della Resistenza e della società contemporanea del Veneto. Approvata con ? Voto favorevoli e ) impegna il Sindaco e la Giunta Comunale ad attivarsi presso l’Ufficio scolastico regionale e il Ministero dell’Istruzione affinché venga garantita la continuità del distacco dei docenti, a tutela della memoria storica antifascista e democratica del territorio.
L’Ufficio scolastico regionale del Veneto ha deciso di tagliare da 5 a 2 i docenti assegnati in distacco presso questi istituti nelle province di Venezia, Treviso, Vicenza, Belluno e Verona, per ragioni economiche e gestionali.
Gli istituti fanno parte di una rete nazionale di 68 enti coordinata dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri e, in oltre 75 anni di attività, hanno contribuito allo sviluppo di una storiografia contemporanea scientifica sui valori della Resistenza, dell’antifascismo e della democrazia.
I docenti in distacco svolgono un ruolo cruciale nella didattica della storia, nella formazione degli insegnanti e nell’educazione civica, in un momento particolarmente significativo in cui ricorrono gli 81 anni della Resistenza e gli 80 dell’Assemblea Costituente.
IL DIBATTITO
Il consigliere Antonio Benetti del Pd che ha sottoscritto la mozione, ha sottolineato come “sarebbe creare un vulnus per l'Istituto italiano della resistenza, ma anche sarebbe un'occasione persa per la scuola veneta. Volevo semplicemente sottolineare però che questo taglio si inserisce purtroppo in una serie di tagli che sono a mio avviso non dico più gravi, ma almeno altrettanto gravi. Penso alla difficoltà che alcune reti scolastiche veronesi hanno avuto quest'anno nell'avere assegnazioni anche molto parziali, che altrimenti non avrebbero potuto funzionare nella loro modalità usuale, in una modalità che non prevedeva, già in partenza, una ricchezza di organico tale da consentire esuberi”.
“Ricordo – è intervenuto Pietro Trincanato di Traguardi - come la nostra città e la nostra amministrazione si sia anche in tempi recenti, e mi sento di dire in continuità, giovata dell'apporto di questi docenti che nell'essere distaccati agli istituti per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, in realtà danno un apporto fattivo non soltanto alla formazione degli studenti e delle studentesse, ma anche a tutta una serie di programmi di aggiornamento per i docenti”.
LE COMUNICAZIONI
La consigliera Beatrice Verzè di Traguardi ha presentato “il protocollo d’intesa siglato oggi che mette a sistema anni di lavoro dei nostri servizi antiviolenza, in collaborazione con l’Università di Verona e una rete ampia di soggetti istituzionali. Non è un punto di arrivo, ma un tassello importante di un percorso che questa amministrazione ha costruito con grande impegno. Crediamo che contrastare la violenza di genere sia forse l’espressione più alta del fare politica locale.”
La consigliera Maria Fiore Adami di Fratelli d’Italia è intervenuta “Il 12 maggio accenderemo una luce viola, ma se il 13 la spegniamo avremo fallito. La fibromialgia è una malattia che lo Stato non riconosce e la società non crede, eppure travolge l’esistenza di chi ne soffre ogni singolo giorno. Chiedo che questa comunità si indigni: oggi c’è chi deve scegliere tra curarsi e pagare le bollette, e questo è inaccettabile.”
Sempre Adami ha raccolto “l’accorata richiesta dell’UGL, che da luglio 2025 segnala una situazione di grave degrado igienico-sanitario nelle aree di via delle Coste e piazzale Guardini, dove i lavoratori turnisti si trovano quotidianamente in condizioni inaccettabili. Quanto fatto fino ad oggi non ha prodotto miglioramenti. Chiedo risposte concrete: bonifica straordinaria, potenziamento dei controlli e un tavolo di lavoro condiviso.”
La consigliera Paola Poli di Dts è intervenuta sul Decreto legislativo 382/2026: “la mobilitazione di territori, associazioni, sindacati e consigli comunali ha prodotto un risultato concreto: la rete delle consigliere di parità è stata salvaguardata. Il voto di questo Consiglio sulla mozione non è stato un atto formale, ma una scelta politica che ha contribuito a cambiare le cose. Ora si apre la fase dell’attuazione: manterremo alta l’attenzione affinché gli impegni si traducano in tutele realmente efficaci.”

