Medicina territoriale, a Verona il confronto europeo sulla continuità delle cure

La continuità delle cure rappresenta un nodo centrale nel dibattito sulla riorganizzazione della medicina territoriale. Tuttavia, il rischio è che il tema venga affrontato solo in termini strutturali, limitandosi ad affiancare specialisti e medici di medicina generale senza garantire un reale percorso integrato per il paziente. La semplice co-presenza delle figure sanitarie, infatti, non è sufficiente a costruire una vera continuità assistenziale.
Il tema è al centro del congresso dell’European General Practice Research Network (Egprn), che si svolge a Verona, al palazzo della Gran Guardia, fino al 17 maggio. La rete di riferimento per la ricerca in medicina generale a livello europeo lo considera particolarmente attuale poiché, come hanno sottolineato gli addetti ai lavori durante il convegno inaugurale, senza una visione organica della continuità assistenziale, il rischio è quello di una frammentazione.
«Il punto critico riguarda proprio la presa in carico globale della persona, che richiede un livello ulteriore di coordinamento tra servizi, professionisti e percorsi di cura. È su questo aspetto che dovrebbe concentrarsi una riforma realmente efficace della medicina territoriale, partendo dalla continuità delle cure come principio fondante», spiega Giulio Rigon, segretario dell’Ordine dei Medici di Verona e rappresentante italiano dell’Egprn.
Proprio il concetto di continuità delle cure è stato scelto come filo conduttore dell’edizione veronese del congresso dell’Egprn. L’evento, che riunisce oltre 200 partecipanti tra medici di medicina generale e docenti universitari provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo, rappresenta un’importante occasione di confronto internazionale su questo tema centrale per il futuro della sanità.
«La continuità assistenziale è un pilastro fondamentale per costruire l’alleanza terapeutica e rafforzare il rapporto tra medico e paziente», sottolinea Rigon. «Un tema ancora più attuale se letto alla luce delle trasformazioni in atto nel sistema sanitario italiano, tra ipotesi di riforma e sviluppo delle nuove tecnologie, che non devono far perdere di vista la centralità della relazione di cura».
L’Egprn fa parte della rete internazionale Wonca (World Organization of Family Doctors), organizzazione mondiale della medicina generale strutturata per continenti e articolata in tre aree principali: formazione, ricerca e sviluppo professionale. Il congresso di Verona si inserisce in un calendario consolidato di incontri che si tengono due volte l’anno in diversi Paesi europei, favorendo lo scambio di esperienze e buone pratiche tra sistemi sanitari differenti. Dopo l’edizione del 2025 in Bulgaria, l’appuntamento torna in Italia a distanza di vent’anni. Tra i partecipanti anche Paul Van Royen, vicepresidente della Wonca mondiale. L’iniziativa gode del patrocinio dell’Ordine dei Medici, dell’Università di Verona e della Fimmg di Verona. Una ventina i partecipanti italiani, chiamati a rappresentare il Paese in un contesto internazionale di alto livello.

