Attualità di Redazione , 10/05/2026 17:40

Alpini veronesi all'Adunata Nazionale ricordando la nascita della Protezione Civile

Penne nere

Alla sfilata, momento clou dell’Adunata nazionale degli alpini che si chiude oggi a Genova, le penne nere veronesi hanno sfilato intorno alle 11.30, sotto una pioggia battente. L’acqua non ha bloccato la carica degli oltre 5.500 alpini veronesi che non ha mancato questo appuntamento tanto importante. Accanto agli alpini, hanno sfilato il sindaco di Verona Damiano Tommasi, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, numerosissimi sindaci dei comuni del veronese, rappresentanti istituzionali e politici dal parlamentare veronese Marco Padovani all’europarlamentare Flavio Tosi. Un plauso particolare è arrivato alle penne nere veronesi anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, in tribuna. Durante la sfilata, che ha attraversato Genova da questa mattina e fino al pomeriggio inoltrato, hanno marciato anche i nuclei dei volontari della Protezione Civile e i nuclei delle unità cinofile e di pet therapy, accolti dal calore genovese come dei veri e propri eroi.

“Essere Alpini non significa soltanto custodire una tradizione gloriosa; significa soprattutto vivere ogni giorno un impegno fatto di servizio, responsabilità e amore per il prossimo. È questo lo spirito che ci accompagna da decenni e che trova una delle sue immagini più alte nella tragedia del 6 maggio 1976, quando il Friuli venne martoriato dal terremoto. Migliaia di volontari Alpini in congedo furono allora richiamati dal presidente nazionale Bertagnolli per soccorrere e sostenere le popolazioni colpite. Furono aperti undici cantieri e, per quasi due anni, insieme ai fratelli friulani, si lavorò senza sosta per ricostruire case, paesi, speranze. Quest’anno il 20 giugno in occasione del 50esimo ci incontreremo a Gemona per non dimenticare”, spiega il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan, a Genova da venerdì, che coglie l’occasione di commemorare così la nascita della Protezione Civile dell’ANA Verona.

“Da allora fino ad oggi il nostro impegno non è mai cambiato: onorare i nostri morti aiutando i vivi. Questa è la missione che continua a renderci orgogliosi. Nel 2025 sono state donate quasi 2,8 milioni di ore di volontariato e oltre 5,6 milioni di euro sono stati messi a disposizione per sostenere chi vive momenti di difficoltà. Numeri importanti, certo, ma dietro quei numeri ci sono volti, mani, sacrifici, tempo donato gratuitamente. C’è il cuore degli Alpini. Questo è il nostro mondo: gli Alpini sono di tutti e per tutti”, prosegue Trevisan che sposta l’attenzione temporale sull’Adunata 2028: è Verona candidata a ospitare il grande evento. “Con lo stesso spirito, con la stessa passione e con il medesimo senso di responsabilità, guardiamo anche al futuro e all’impegno di poter onorare i nostri “veci”, nel 2028, ospitando a Verona la 99ª Adunata Nazionale degli Alpini, accogliendo tutta la famiglia alpina con il calore, la dignità e l’orgoglio che contraddistinguono il nostro mondo.

E senza polemiche, senza ricerca di scontri o divisioni, voglio ricordare anche il ruolo fondamentale delle donne nel mondo alpino. Da sempre rappresentano per noi il sostegno prezioso e indispensabile che crea quella squadra indissolubile è grazie anche a loro che l’ANA è diventata la più grande associazione di volontariato del mondo. A loro va il nostro grazie sincero e profondo”.