Chirurgia senologica, a Negrar i primi interventi in Veneto con il robot “single port”

Un nuovo passo avanti nella chirurgia oncologica mini-invasiva arriva dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, dove sono state eseguite le prime mastectomie in Veneto con il sistema robotico “da Vinci single port”, tecnologia di ultima generazione dotata di un unico braccio operativo.
L’innovativo dispositivo consente di effettuare interventi attraverso una sola micro-incisione, riducendo l’impatto chirurgico e migliorando al tempo stesso il risultato estetico e il recupero post-operatorio. Un approccio che rappresenta una svolta soprattutto nella chirurgia senologica, dove l’aspetto psicologico e la tutela dell’immagine corporea giocano un ruolo fondamentale nel percorso di cura.
I primi due interventi realizzati a Negrar hanno riguardato pazienti portatrici delle mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2, alterazioni ereditarie associate a un rischio molto elevato di sviluppare tumori al seno e alle ovaie. Nel primo caso, una donna di 38 anni, già operata per carcinoma mammario nel 2023, è stata sottoposta alla rimozione preventiva della ghiandola sana. Il secondo intervento ha interessato invece una paziente di 29 anni, che ha scelto la mastectomia bilaterale profilattica.
Entrambe le operazioni sono state eseguite dalla dottoressa Alessandra Invento, direttrice della Chirurgia senologica dell’IRCCS di Negrar, insieme all’équipe di Chirurgia Plastica coordinata dal dottor Cesare Cristofori, che ha effettuato la ricostruzione immediata del seno nella stessa seduta operatoria.
Secondo i medici, il principale vantaggio della nuova tecnologia è la possibilità di intervenire con una sola incisione di circa tre centimetri, molto più ridotta rispetto a quella utilizzata nella chirurgia tradizionale. Questo permette cicatrici meno evidenti, minore trauma ai tessuti e tempi di recupero più rapidi.
«La chirurgia robotica in ambito senologico non offre solo benefici tecnici, ma anche umani», spiega la dottoressa Invento. «Preservare la sensibilità cutanea della mammella e mantenere l’integrità estetica significa aiutare le pazienti ad affrontare il percorso oncologico con maggiore serenità e con un diverso impatto psicologico».
Grazie alla precisione del sistema “single port”, l’incisione può essere nascosta in aree meno visibili, come il solco mammario o la linea ascellare, con risultati estetici particolarmente avanzati. Inoltre, l’utilizzo di un unico braccio robotico semplifica alcuni passaggi tecnici e contribuisce a ridurre i tempi operatori e la durata dell’anestesia.
Tra gli aspetti più innovativi evidenziati dall’équipe medica vi è anche la maggiore conservazione delle fibre nervose cutanee, elemento che consente di mantenere in molti casi la sensibilità della mammella e, almeno in parte, dell’area areola-capezzolo. Una condizione che, secondo gli specialisti, può incidere in maniera significativa sulla qualità della vita dopo l’intervento.
La chirurgia robotica, precisano però i medici, non è applicabile in tutti i casi. L’idoneità dipende infatti da specifiche caratteristiche anatomiche della paziente. Anche con le tecniche tradizionali, sottolinea l’ospedale, è comunque possibile ottenere risultati efficaci sia dal punto di vista clinico sia estetico, privilegiando quando possibile procedure conservative e ricostruzione immediata.

