Attualità di Redazione , 07/05/2026 16:49

VIDEO | Protocollo d'intesa contro la violenza sulle donne: intanto i casi aumentano

Comune di Verona capofila in un protocollo di intesa contro la violenza di genere. L’obiettivo è armonizzare e valorizzare le competenze esistenti, promuovendo un modello di intervento unitario in contrasto alla violenza contro le donne. Intanto i casi, dice il telefono rosa, aumentano…

LA NOTA DEL COMUNE

Il Comune di Verona, in qualità di Ente capofila, ha concluso il percorso di redazione del nuovo “Protocollo d’intesa per l’adozione di strategie e prassi condivise per il contrasto della violenza di genere”, uno strumento finalizzato a consolidare e rendere integrata la risposta istituzionale e territoriale ad un fenomeno di particolare gravità e rilevanza sociale.

L’azione di redazione del Protocollo prende avvio, su impulso della Regione Veneto che con Decreto n.136 del 3 dicembre 2024 incarica il Comune di Verona ad avviare un’articolata attività di confronto con i soggetti istituzionali del territorio che a diverso titolo partecipano alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere e ad una conseguente attività di informazione e comunicazione .

Con delibera di Giunta n. 549 del 3 giugno 2025, insieme con l’Università degli Studi di Verona, viene attivata una borsa di studio dedicata che ha consentito di affiancare al lavoro istituzionale, un approfondimento metodologico e scientifico qualificato.

Il Protocollo, la cui finalità principale è quella di sistematizzare, armonizzare e valorizzare le competenze esistenti, promuovendo un modello di intervento unitario, coerente e tempestivo, si inserisce in un contesto di esperienze consolidate, di servizi attivi e di positive collaborazioni interistituzionali e si pone concretamente l’obiettivo di garantire che ogni donna, che si rivolge ad uno dei servizi della rete, possa ricevere una risposta adeguata, coordinata e orientata alla tutela, evitando frammentazioni, sovrapposizioni o discontinuità nella presa in carico.

Il Protocollo definisce in questo senso prassi condivise per le diverse fasi del percorso di uscita dalla violenza: dalla prevenzione al primo accesso, dall’ascolto alla protezione, fino al supporto legale, sanitario, psicologico e sociale, assicurando alle donne un sistema di riferimento chiaro, accessibile e coordinato, capace di intervenire con prontezza e competenza, nel pieno rispetto della dignità, della sicurezza e dell’autodeterminazione della persona.

Il Protocollo definisce, inoltre, un impegno specifico sul versante della formazione degli delle operatrici e degli operatori coinvolti nella rete territoriale, per una condivisione dei linguaggi, degli strumenti e delle procedure quale condizione essenziale per garantire interventi coerenti, celeri e rispettosi della complessità delle situazioni . In tal senso particolare attenzione viene dedicata all’aggiornamento professionale, alla capacità di riconoscere precocemente i segnali della violenza, alla corretta attivazione dei percorsi di protezione e alla collaborazione tra servizi, non limitandosi alla definizione di ruoli e procedure, ma promuovendo anche una crescita comune delle competenze, rafforzando la qualità complessiva della presa in carico.
Con questo strumento, il Comune di Verona rafforza il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e nella costruzione di una rete territoriale integrata e rappresenta un passaggio significativo nel rafforzamento del sistema di prevenzione, protezione e accompagnamento delle donne vittime di violenza.

“La Regione Veneto, con un decreto di fine 2024, ha individuato il Comune di Verona come ente capofila con il compito di favorire un protocollo d'intesa interistituzionale unitario, rispetto ai due già conclusi nel 2020 e nel 2022, al fine di favorire la più ampia e solida rete tra enti, istituzioni, servizi pubblici e privati che a vario titolo cooperano contrasto della violenza di genere – evidenzia la vicesindaca e assessora alla Parità di genere Barbara Bissoli –. Il Comune, con i Servizi Antiviolenza, si è fatto carico di questo ruolo in un percorso durato circa un anno e mezzo, che ha portato alla stesura, con la collaborazione scientifica dell'Università di Verona, del protocollo presentato oggi. Un documento che è stato sottoposto a tutti gli enti, i servizi, le istituzioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere, dalla Prevenzione e, quindi, in particolare con riferimento alla formazione professionale, alla Protezione delle donne vittima di violenza, alla Punizione della stessa, con l'obiettivo di condividere e mettere a sistema esperienze, prassi e strategie. Questo protocollo ha l'obiettivo di sintonizzare le competenze e le funzioni di ciascuna istituzione, di ciascun ente, di ciascun servizio e di tutti gli operatori, anche professionali, che si occupano di questa materia, nella consapevolezza che la potenza di un sistema condiviso è decisamente superiore della somma delle singole azioni. Le forze dell'ordine e dunque Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinate dalla Prefettura, non sono oggi presenti ai fini della loro adesione, rendendosi necessario per loro un ulteriore approfondimento, per comprendere se vi sia spazio per per aderire a questo protocollo di rete. In questa fase, comunque, da parte della Prefettura vi è stato un vivo apprezzamento verso l'iniziativa, che comunque prosegue, perché ciascun soggetto operatore, grazie alla condivisione proposta dal protocollo, possa acquisire piena consapevolezza di questo fenomeno strutturale che affligge la nostra società e della necessità di massima cooperazione per raggiungere la maggiore efficacia nel contrasto della violenza maschile nei confronti delle donne”.

Gli enti aderenti al Protocollo sono un’articolata pluralità di soggetti istituzionali tra i quali la Provincia di Verona, il Tribunale Ordinario di Verona, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Verona, Il Tribunale per i Minorenni di Venezia e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, l’Università degli Studi di Verona, la Casa Circondariale di Montorio, il Comitato dei Sindaci, l’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona, l’Azienda Ulss 9 Scaligera, l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, l’Ospedale P. Pederzoli, l’Ordine degli Avvocati di Verona, l’Ordine degli Psicologi del Veneto, l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona, l’Ordine degli Assistenti sociali del Veneto, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Verona, Federfarma di Verona,l’Associazione Telefono Rosa.

Dichiarazioni

Vittorio Pederzoli, Ospedale Pederzoli di Peschiera: “Siamo giunti ad un punto della nostra società dove la violenza di genere alla quale assistiamo è qualcosa di inconcepibile e inaccettabile. Condivido pienamente la linea intrapresa e il lavoro fatto, per cui ci mettiamo a disposizione anche come società per queste iniziative”.

Fabrizio Nicolis, Direttore sanitario IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria: “Nelle strutture sanitarie avevamo già dei protocolli, come penso sia per tutte le realtà del nostro territorio. Ma con questa operazione si fa ancora di più, mettendoci tutti in rete.  Credo che il coinvolgimento sia molto importante. Ci date un motivo per riprendere e migliorare quello che stiamo facendo. Grazie al Comune per questa iniziativa”.

Olga Sfragra, azienda Ulss9 Scaligera: “L'ufficializzazione di questo protocollo ci consente di stringere le maglie di una rete e di promuovere quindi un sistema locale formato da tutti gli attori territoriali che devono essere in grado di attivare strategie condivise per riconoscere, prevenire e contrastare la violenza di genere.
Siamo chiamati quindi tutti a consolidare questo sistema territoriale organizzativo, implementando un processo che è già avviato, che deve ulteriormente attivare e richiedere partecipazione per identificare prassi operative comuni, linguaggi condivisi, trasferendoli poi all'interno delle buone prassi individuali. Siamo tutti responsabili, quindi tutti gli attori istituzionali coinvolti e in grado di contribuire ciascuno per la propria competenza, a svelare le forme sommerse di violenza, chiamati ad effettuare una tempestiva valutazione prognostica del rischio reale cui la donna vittima di violenza è esposta e coinvolti in un percorso di sostegno e protezione di quest'ultima, in affiancamento con l'intervento giurisdizionale”.

Alfredo Guglielmi, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Verona: “Innanzitutto faccio i mie complimenti al Comune, all'Università, a tutte le istituzioni che hanno redatto questo documento. Mettere insieme tutti, cercare di costruire un linguaggio comune che può portare come conseguenza a divulgare il problema, a rendere evidente il problema che talvolta è soprattutto non evidenziato, è sicuramente un progetto ambizioso ma che colloca il Comune di Verona molto avanti negli interventi di questo tipo. E’ fondamentale secondo me partire dall'origine, dal basso, dalle scuole, perché in questo momento storico sociale le regole sono un po' saltate. Le referenze, il rispetto dei ruoli è un po' saltato, quindi dobbiamo ricostruire regole, ricostruire l'educazione dei giovani”.

Elena Vecchioni, Federfarma Verona: “Siamo molto onorati di far parte di questo protocollo, perché era importante poter fare la nostra parte in questa azione di ascolto e di intercettazione di queste problematiche. Oggi noi ci troviamo spesso a contatto con situazioni gravi, con eventi di allarme e abbiamo la necessità di avere gli strumenti giusti per decodificare un bisogno, per fare in modo di capire il problema e per indirizzare la persona che si rivolge in farmacia verso chi potrà dare veramente una mano e potrà risolvere”.

Mauro Regis, presidente Ordine degli Avvocati di Verona: “Ringrazio il Comune di Verona per un'iniziativa che da tre anni a questa parte mi vede ancora una volta partecipe di un qualche cosa che non pensavo potesse essere così attivo nell'Amministrazione pubblica. Onore al merito per il riconoscimento di una funzione sociale dell'ente pubblico che talvolta, se non spesso, viene trascurata e dimenticata.
Sono contento perché viene riconosciuta ancora una volta l'essenzialità e l'importanza della presenza degli avvocati in un percorso di questo tipo. Importanza che ha, di converso, la necessità, e di questo evidentemente sento la responsabilità come presidente, di dover fornire delle persone che siano in grado di tenere fede e capacità a quella che è un'attività che non è quella consueta nostra di tutti i giorni, ma che impone anche, e credo lo imponga un po' a tutte le professioni coinvolte in questo tavolo, un percorso formativo non comune, non è la formazione tradizionale dal punto di vista giuridico”.

Emilia Greco, presidente di Telefono Rosa Verona: “Questo protocollo darà il vantaggio di lavorare tutti con lo stesso linguaggio sul tema della violenza, a tutela della vittima, che fa sempre molta fatica ad accedere a una via di protezione, vedendosi garantito anche il non giudizio. Una questione fondamentale, perché la donna si sente sempre molto colpevole rispetto alla violenza che vive”.