Attualità di Redazione , 06/05/2026 17:34

Rigenerazione urbana, housing sociale e transizione ecologica: architetti a confronto l'8 maggio

Urbanistica contemporanea
Urbanistica contemporanea

Rigenerazione urbana, abitare sociale e transizione ecologica: alla vigilia del PAT, gli Architetti di Verona guardano alla città contemporanea attraverso esperienze virtuose e gli occhi di giovani architetti.

In connessione con il nuovo Piano di assetto territoriale di Verona e in attesa della sua presentazione pubblica, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Verona raccoglie, in un convegno curato e coordinato dal vicepresidente Alberto Vignolo, le migliori esperienze italiane in tema di rigenerazione urbana, housing sociale e transizione ecologica. E lo fa, ponendo l’attenzione su esperienze virtuose funzionali ad un’urbanistica contemporanea, attraverso una riflessione disciplinare con interlocutori autorevoli e il coinvolgimento di alcuni giovani studiosi e architetti che si sono distinti in progettazioni meritevoli a Verona e non solo.

Venerdì 8 maggio dalle ore 14.30 alle 18.30 nella Sala M15, sede dell’Ordine degli Architetti (via Santa Teresa, 2), prenderanno la parola il presidente dell’Ordine Amedeo Margotto, che introdurrà i lavori; quindi, l’esperienza innovativa legata alla città di Torino sarà illustrata da Paolo Mazzoleni, assessore della città di Torino con delega al piano Regolatore Generale, urbanistica, edilizia privata, coordinamento grandi progetti, grandi infrastrutture nel settore trasporti. Mazzoleni presenterà il nuovo Piano Urbanistico Comunale di Torino e come la città piemontese ne stia affrontando opportunità e sfide, guardando alla rigenerazione urbana e a infrastrutture sostenibili.

A seguire, Giordana Ferri, direttrice della Fondazione Housing Sociale (FHS), affronterà il tema a livello italiano a partire dai fondamenti che ne guidano strategia e visione, evidenziando i modelli innovativi dell’abitare collettivo. Il convegno esplorerà, poi, le città come laboratori della transizione ecologica, guardando in particolare ad azioni concrete di rinascimento urbano con gli interventi di Matteo Pedaso, partner e senior director di LAND Italia - studio internazionale di progettazione paesaggistica improntata a soluzioni coerenti con le dinamiche della natura - e il contributo di Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME - il Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l'Edilizia e il Territorio di Roma - e autore del Rapporto “Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio” nell’ambito del progetto Verona 2040.

In attesa della presentazione del PAT di Verona, a chiudere i lavori del pomeriggio la tavola rotonda introdotta da Paolo Galuzzi, urbanista, ordinario di Architettura a La Sapienza di Roma, dove dirige il Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura, e coordinatore tecnico-scientifico del Piano di assetto territoriale della città di Verona. A dialogare con Galuzzi, Marisa Fantin, architetto e membro del direttivo della sezione Veneto dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, esperta di pianificazione comunale e smart cities.

La riflessione sarà arricchita dalle esperienze di studio e progettuali di giovani architetti e studiosi di urbanistica, architettura e pianificazione territoriale, futuri artefici di “città contemporanee”. Tra questi, Silvia Marchesini, dottoranda al Dipartimento di Territorio e Sistemi agro-forestali dell’Università degli Studi di Padova, e tre giovani architetti che hanno ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio ArchitettiVerona 2024: Matteo Maria Savoia di MASAAI Studio, Andrea Castellani di CLAB architettura e Leopoldo Tinazzi dello Studio Tinazzi Romano.