Attualità di Redazione , 06/05/2026 14:21

Raccolta differenziata, Legambiente: “Tosi? No a demagogia che spinge i cittadini a fare peggio”

Sacchi neri (foto Comune di Verona)
Sacchi neri (foto Comune di Verona)

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dall’europarlamentare Flavio Tosi, con l'invito esplicito ai cittadini veronesi a ignorare le nuove norme sul conferimento dei rifiuti su cui AMIA si è già espressa, trovano una risposta chiara anche da parte di Legambiente.

LA NOTA DI LEGAMBIENTE

“Partiamo da un dato che a Verona si tende a dimenticare: la nostra città è da anni tra le ultime in Veneto per percentuale di raccolta differenziata. I numeri certificati da ARPAV nell'ultimo rapporto Comuni Ricicloni di Legambiente Veneto raccontano però qualcosa di molto diverso: ogni veronese produce 234 chili all'anno di rifiuto secco indifferenziato, a fronte di un obiettivo regionale fissato a 80 chili entro il 2030. Nella classifica dei Consigli di bacino del Veneto, Verona Città chiude ultima con 257 chili di rifiuto smaltito pro capite e il 57% di raccolta differenziata – un dato insufficiente ma in netto miglioramento rispetto al passato dove per anni si era rimasti fermi attorno al 50% -  mentre i bacini trevigiani che guidano la classifica si attestano a 72 chili e all'89% di RD. Comuni veneti di medie dimensioni riescono già oggi a stare sotto i 75 chili pro capite con percentuali di differenziata intorno al 90%, grazie al porta a porta spinto.

È sinceramente imbarazzante, anche per noi, che stiliamo queste classifiche, vedere e continuare a commentare una Verona all’ultimo posto su tutto ciò che riguarda l’ambiente. L’arretratezza sui rifiuti però non è caduta dal cielo: è il risultato di decenni di immobilismo in cui nessuna amministrazione ha avuto il coraggio di cambiare il sistema e di investire sulla comunicazione e sulla cultura. Oggi che il sistema cambia, i problemi emergono. Se prima ciò che veniva gettato spariva dalla vista, ora il “sistema” obbliga a responsabilizzarsi perché chi non ha la tessera e non paga la TARI abbandona. Perciò ribadiamo che rendere visibile un problema non significa averlo creato: significa finalmente affrontarlo.

Va poi puntualizzata la questione dei contenitori, che Tosi descrive come troppo piccoli rispetto ai vecchi cassonetti e su cui AMIA ha già smentito. Il punto è che un nucleo familiare che separa umido, carta, plastica, vetro e metallo dovrebbe produrre una quantità di secco residuo così contenuta da entrare senza difficoltà in qualunque imboccatura e anche a settimane alterne. Se molti cittadini percepiscono i contenitori come inadeguati, la spiegazione sta nella quantità di indifferenziato che ancora viene prodotta, non nel progetto del cassonetto.

Sul divieto dei sacchi neri, la nostra posizione è favorevole alla direzione intrapresa, ma chiediamo un passo ulteriore: vietare il conferimento ma lasciare i sacchi neri negli scaffali dei supermercati è una misura difficile da giustificare. Per questo auspichiamo che l’attuale amministrazione completi il provvedimento vietandone la messa in commercio, come già fatto anche nel Comune di Napoli, lasciando un tempo di assestamento alle famiglie per finire le eventuali scorte.

Non neghiamo ovviamente che il nuovo sistema non presenti criticità: i cittadini lamentano di mancati ritiri, la prenotazione del ritiro (gratuito) ingombranti spesso fa aspettare anche numerosi giorni, le postazioni di numerosi cassonetti sono state allontanate da alcune abitazioni rendendo più difficoltoso l’accesso ad alcune categorie più fragili, il ritiro tessera ricade in orari lavorativi, i furbetti stanno per ora deturpando la città a danno di tutti. Su questo l'amministrazione e AMIA devono lavorare, intensificando i controlli, accelerando la formazione degli ispettori ambientali e applicando le sanzioni promesse, comprese quelle a carico di chi non ha ancora ritirato la tessera. Chi non partecipa al sistema contribuisce agli abbandoni, e su questo la risposta deve essere ferma.

Ciò che invece non possiamo condividere è l'invito a non rispettare le regole. Tosi afferma che la cultura della differenziata “la gente ce l'ha”: i dati dicono il contrario e le scene che vediamo ogni giorno lo confermano. Incitare al ritorno ai cassonetti aperti è pura “boutade” da campagna elettorale che usa la frustrazione legittima dei cittadini per alimentare un passo indietro che nessuno, neanche chi lo propone, realizzerebbe mai davvero. Il percorso verso una gestione responsabile dei rifiuti urbani è avviato, presenta difficoltà che vanno corrette con serietà, ma non si torna indietro. I dati, dove il sistema è applicato correttamente, dimostrano che funziona”

“Il problema di Verona non è il nuovo sistema di raccolta: è che stiamo scoprendo solo adesso quanto sia profondo il ritardo accumulato in anni di immobilismo. Questo dovrebbe spingerci ad accelerare, non a cercare scorciatoie che hanno già dimostrato di non funzionare. Legambiente Verona continuerà a vigilare sulle criticità reali e a sostenere i cittadini che vogliono fare la propria parte, chiedendo da una parte più controlli e sanzioni e dall’altra, di continuare a lavorare sulla cultura dell’economia circolare. Non si può usare il malcontento del momento per spingere la città verso scelte che ne perpetuerebbero il ritardo.”- Andrea Gentili, Presidente di Legambiente Verona.