Attualità di Redazione , 06/05/2026 15:40

La Torcia Olimpica torna a Verona e illumina “Mamme oltre le sbarre”

Torcia olimpica

Una delle Torce Olimpiche che hanno attraversato la città è tornata a Verona. Nei prossimi mesi Opes Verona la porterà in tour nelle palestre e centri sportivi del territorio.

I Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 si sono conclusi da un paio di mesi, ed in città il ricordo è ancora forte. Verona è stata protagonista come non era mai accaduto, ospitando in Arena la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali e la Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi. Eventi che resteranno impressi nella memoria collettiva per molti anni. Indimenticabile è stato anche il passaggio della Fiamma Olimpica, che il 18 gennaio ha attraversato le strade e gli angoli più suggestivi della città, portando il suo messaggio di pace universale tra i popoli. Una delle Torce Olimpiche che ha attraversato la città è tornata a Verona e nei prossimi giorni riprenderà a girare. Il tedoforo Giampaolo Beschin e il Comitato provinciale Opes di Verona la porteranno in tour da maggio a dicembre in varie palestre e centri sportivi del territorio. Prime tappe la piscina Dimensione Movimento di Lugagnano, le palestre New Gym di Bussolengo e Le Club di Verona.

"Come Presidente di Opes Verona sono molto felice per il ritorno della Torcia Olimpica a Verona" il commento di Alessandro Boggian. "E’ il recupero e il rilancio di un simbolo carico di valori che guidano il nostro impegno quotidiano: inclusione, educazione, rispetto, partecipazione e coesione sociale, che trovano nella Fiamma Olimpica una sintesi potente e universale. Riportarla nei centri sportivi del territorio significa far vivere lo spirito dei Giochi là dove lo sport nasce e cresce ogni giorno, tra ragazzi, famiglie, volontari e comunità locali. Attraverso questo percorso, Opes intende rafforzare il legame tra sport di base, territorio e persone, dimostrando che l’eredità dei grandi eventi è autentica quando sa dialogare con la quotidianità e diventare patrimonio condiviso". Con il tour la Torcia Olimpica diventerà una voce che unisce passato, presente e futuro, raccontando storie di impegno e passione e riaffermando lo sport come linguaggio universale capace di unire generazioni. La Fiamma continuerà a illuminare Verona ben oltre la conclusione dei Giochi, ricordandoci che i grandi valori non si esauriscono nel tempo, ma vivono ogni giorno nelle esperienze sportive e nelle persone che le animano.

TORNEO

In occasione del torneo di volley “Mamme oltre le sbarre”, in programma domenica 10 maggio a Verona, organizzato da Associazione Liberi Liberi Art.27 in collaborazione con Progetto Serena, SSD Intrepida Calcio e Azione Comunitaria,  il Comitato provinciale Opes di Verona sarà presente con una delle Torce Olimpiche dei Giochi di Milano Cortina 2026, simbolo universale di pace, inclusione e partecipazione.

La scelta di portare la Torcia Olimpica all’evento nasce dalla volontà di unire il significato più profondo dello sport a un’iniziativa sociale di grande valore: celebrare la figura materna e, al contempo, promuovere percorsi di integrazione e riscatto in contesti di fragilità.
Dopo aver attraversato Verona durante il suo memorabile percorso olimpico, la Fiamma torna oggi a vivere tra le persone e le comunità, portando con sé quei valori – rispetto, solidarietà, coesione sociale – che rappresentano il cuore sia dell’esperienza olimpica sia dell’evento “Mamme oltre le sbarre”.

La Torcia Olimpica è molto più di un simbolo sportivo: è un messaggio vivo di speranza e unità. Portarla in una giornata come questa significa ribadire che lo sport può davvero abbattere le barriere, creare legami e restituire dignità e opportunità alle persone”, dichiara Alessandro Boggian, Presidente di Opes Verona.

La presenza della Torcia si inserisce nel più ampio progetto di Opes Verona che, nei prossimi mesi, la porterà nelle palestre e nei centri sportivi del territorio, per rendere concreta e condivisa l’eredità dei Giochi Olimpici.

Domenica, a Verona, quella Fiamma tornerà ad accendersi nel segno dell’inclusione, ricordando che i valori olimpici vivono ogni giorno, soprattutto laddove lo sport diventa strumento di comunità e rinascita.