Inclusione in mare aperto, nasce la Carta Univr per la valorizzazione delle potenzialità

Questa volta l’inclusione si costruisce in mare aperto. Parte così il secondo imbarco della Campagna 2026 della Fondazione Tender To Nave Italia Ets, che da martedì 5 a sabato 9 maggio porta lungo la tratta Civitavecchia-Gaeta un progetto dell’Università di Verona dal titolo “Carta Univr per l’inclusione e la valorizzazione delle potenzialità”.
Non è una semplice esperienza formativa, ma un laboratorio galleggiante dove l’obiettivo è chiaro: costruire insieme un percorso culturale e programmatico capace di orientare il futuro dell’ateneo sul tema dell’inclusione. Nella mattinata di martedì 5 maggio sono salite a bordo 13 persone della comunità universitaria – studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo – unite da esperienze legate alla disabilità. Un gruppo eterogeneo che diventa equipaggio, simbolo concreto di un’università che prova a trasformare la diversità in risorsa. A supportarli, da terra, un team di circa dieci persone sempre della comunità Univr che lavorerà in sinergia con chi è in navigazione.
La vita in mare scandirà il ritmo delle attività. Accanto alle manovre e ai turni di bordo, spazio a laboratori narrativi, creativi e a momenti di “mappatura dell’inclusione”. L’obiettivo è mettere a fuoco, senza filtri, barriere e opportunità della vita universitaria. Qui saltano le gerarchie accademiche e si sperimenta un nuovo modo di stare insieme: le sfide della navigazione diventano occasione per rafforzare autoefficacia, empowerment e senso di appartenenza.
L’esperienza individuale si trasforma così in patrimonio condiviso.
“Questo progetto vuole creare uno spazio di confronto e condivisione esperienziale, in cui le storie individuali diventano parte di una visione collettiva capace di promuovere la convivenza delle differenze e riconoscerne il ruolo strategico nel processo di valorizzazione delle potenzialità”, spiega Michela Rimondini, delegata del Benessere organizzativo dell’Università di Verona e capo progetto.
Sulla stessa linea Marco Gagliani, project manager della Fondazione: “Offrire opportunità educative e relazionali in contesti non convenzionali significa abbattere barriere invisibili e costruire una cultura più attenta e consapevole”.
E il risultato finale non sarà solo teorico. “La realizzazione della Carta Univr passerà attraverso un processo di co-costruzione che porterà a un prodotto dinamico e coinvolgente – sottolinea Sara Svaluto-Ferro, referente della rettrice all’Inclusione – delle cards che saranno distribuite nell’ateneo e guideranno un percorso di scoperta per leggere e trasformare spazi e relazioni in chiave inclusiva».
L’approdo a Gaeta segnerà un altro momento importante perché ad accogliere l’equipaggio ci saranno la direttrice generale dell’ateneo scaligero Donatella Marsiglia e una delegazione dell’Università di Cassino.
In programma il 9 maggio al Castello di Gaeta anche un evento divulgativo e scientifico, “Rotte di inclusione - incontro interuniversitario di scambio culturale e scientifico”, ospitato all’interno della struttura recentemente riqualificata per migliorarne l’accessibilità. La Campagna 2026 di Nave Italia andrà avanti fino al 31 ottobre, toccando 19 porti italiani e coinvolgendo circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori, per un totale di oltre 400 partecipanti.

