Fondazione Comunità Veronese: oltre 440mila euro raccolti nel 2025, 290mila al territorio

Una casa di accoglienza per chi si trova ad affrontare percorsi di cura lontano da casa, la riqualificazione di un centro giovanile, il rilancio di un teatro destinato a diventare un nuovo punto di riferimento culturale e sociale. Sono solo alcuni dei progetti realizzati nel 2025 dalla Fondazione della Comunità Veronese che nei giorni scorsi ha approvato il proprio bilancio.
Oltre 442 mila euro raccolti nel 2025, più di 290 mila euro erogati a favore del territorio, costi di gestione contenuti sotto il 9% e un patrimonio complessivo che supera gli 830 mila euro.
Numeri che confermano una crescita concreta e una gestione orientata alla massima restituzione alla comunità, con quasi tutte le risorse destinate ai progetti sostenuti. Nel corso dell’anno sono state oltre 550 le donazioni e 27 i progetti finanziati, con altri 29 già attivati e destinati a proseguire nei prossimi mesi.
“Nel 2025, tra i tanti progetti che abbiamo realizzato, è emersa con chiarezza una particolarità: gli interventi di riqualificazione di spazi e strutture non si sono limitati all’aspetto architettonico, ma sono diventati vere e proprie occasioni di riqualificazione sociale, capaci di generare relazioni, inclusione e opportunità, soprattutto per i giovani e per le persone più fragili”, ha spiegato il presidente Giovanni Mantovani.
Nel dettaglio, tra gli interventi più significativi, la realizzazione di una Casa di Accoglienza a Negrar, pensata per offrire ospitalità e supporto a chi deve affrontare percorsi di cura lontano da casa; la riqualificazione del Centro Giovanile di Castagnaro, che tornerà ad essere uno spazio aperto e condiviso per giovani, famiglie e associazioni; e il rilancio del cinema-teatro Alcione, destinato a diventare un punto di riferimento culturale inclusivo per tutta la comunità.
Tante poi le iniziative “aperte” capaci di portare la Fondazione fuori dai suoi spazi tradizionali.
Appuntamento ormai tradizionale quello di dicembre con l’asta di beneficenza. Una serata in cui vengono “battutti” vini provenienti dalla collezione privata del Presidente e da cantine del territorio per raccogliere fondi da destinare alle varie attività.
C’è poi un nuovo appuntamento, il prossimo 22 maggio, al Teatro Ristori. E’ infatti in programma “La via del dono di San Francesco”, spettacolo teatrale aperto alla cittadinanza promosso dalla Fondazione della Comunità Veronese insieme a Fondazione Più di un Sogno e Asfa. La serata, dedicata alla figura di San Francesco e interpretata dall’attore Christian Poggioni, sarà un’occasione di riflessione sul valore del dono e della responsabilità sociale, ma anche un momento pubblico di ringraziamento ai donatori del progetto “La via del Dono” e di lancio dell’edizione 2026 dell’iniziativa.
Il 2025 si conferma anche come un anno di forte crescita nelle relazioni con il territorio e con il mondo del volontariato.
“È stato un anno molto importante in cui abbiamo rafforzato in modo significativo la collaborazione con il terzo settore e con il volontariato veronese. Questo lavoro ci ha permesso di costruire una rete sempre più ampia e di immaginare importanti iniziative condivise”, spiega Mantovani.
E’ proprio quello che succederà da 4 al 6 dicembre 2026, in Gran Guardia, dove la Fondazione organizzerà la “Piazza del Dono”, tre giornate dedicate al volontariato veronese che riuniranno decine di realtà del terzo settore, offrendo uno spazio di incontro, racconto e partecipazione aperto alla città.
Il momento centrale sarà il 5 dicembre, una coincidenza dal forte valore simbolico: proprio mentre la “Piazza del Dono” sarà nel vivo delle sue attività, Verona sarà protagonista del passaggio di testimone del volontariato a livello nazionale, con il trasferimento da Modena – capitale del volontariato 2026 – alla città scaligera, che si prepara così a vivere un anno da protagonista.
Un percorso che conferma il ruolo della Fondazione come punto di riferimento per la promozione della cultura del dono e per la costruzione di una comunità sempre più coesa e partecipata.

