Attualità di Redazione , 27/04/2026 7:59

CVM a Cologna Veneta: i rischi di un killer invisibile e i dati dello scandalo

cologna veneta

L'ultimo incontro organizzato dal circolo Perla Blu di Legambiente ha acceso i riflettori sulla pericolosità del Cloruro di Vinile Monomero (CVM), la sostanza che sta minacciando la falda acquifera locale.

Il chimico Fabrizio Zago ha descritto il CVM come un gas incolore e infiammabile, fondamentale per l'industria della plastica ma estremamente tossico. È il mattone base per la produzione del PVC, materiale onnipresente nella nostra quotidianità (Edilizia con infissi e tubature, arredamento come sedie e rivestimenti ed elettronica con guaine per cavi elettrici).

Nonostante un mercato globale da 100 miliardi di dollari, l'impatto biologico è devastante. Lo IARC lo classifica ufficialmente come cancerogeno certo per l'uomo.

I picchi registrati, simili a quelli di siti industriali storicamente inquinati come Porto Marghera, sono definiti "un'enormità". Un precedente storico a Serravalle Scrivia ha dimostrato come livelli simili abbiano portato, negli anni, a un aumento statistico dell'incidenza tumorale nella popolazione residente.

Le analisi condotte dall'Arpav mostrano una situazione eterogenea ma preoccupante: Piazzale Vittorio Veneto con valori altissimi nel pozzo profondo (fino a 1.730 µg/l), a San Sebastiano si registrano sforamenti significativi (fino a 12,9 µg/l). Il picco massimo è stato raggiunto a settembre 2025 con 2.440 µg/l.

L'origine del veleno rimane un rebus. Il sindaco Scalzotto ipotizza lo sversamento illegale di vecchi depositi chimici o solventi industriali pesanti che, trascinati dalle piogge, si muovono all'interno della falda. Le ispezioni sulle aziende locali soggette ad autorizzazione ambientale non hanno, per ora, rivelato perdite dirette.

Per fronteggiare l'emergenza, Legambiente (tramite l'avvocato Enrico Varali) e il presidente di Perla Blu, Piergiorgio Boscagin, hanno annunciato un'importante opportunità per i cittadini: l'Arpav si è resa disponibile a effettuare campionamenti e analisi gratuite nei pozzi di privati e aziende per monitorare l'estensione del danno ambientale.