"Sono come sono", un percorso rivolto a genitori sugli stereotipi di genere

Dopo gli incontri svolti con i docenti e le docenti delle scuole veronesi dal Dipartimento di scienze umane dell’ateneo veronese e l’avvio del progetto teatrale a cura di Rosanna Sfragara nelle scuole, proseguono le attività ‘Come il vento, la terra-mappe per una comunità educante’ che il Comune di Verona, in qualità di capofila, sta portando avanti e coordina con numerosi e qualificati partner, grazie al sostegno di Fondazione Cariverona (Bando Direzione Giovani 2024).
Dopo le scuole ora è il turno delle famiglie che, con i percorsi sugli stereotipi di genere dal titolo “Sono come sono”, potranno usufruire di uno spazio di confronto e scoperta di come le aspettative sociali legate all’appartenenza di genere condizionano il percorso di bambini e bambine durante la crescita.
Si tratta di un breve ciclo di due incontri, sempre di sabato, in due edizioni e sedi:
il 9 e il 16 maggio alla Biblioteca di Quinto, in via Valpantena 40;
il 30 maggio e 6 giugno alla Biblioteca di San Michele, in Piazza Madonna di Campagna 1.
L’orario sarà sempre 10-12. Il percorso, aperto a gruppi di massimo 12 persone dando precedenza a chi ha figlie e figli 6-12 anni, è a cura di Laura Sebastio psicologa e formatrice, con la partecipazione di Giovanni Papalia formatore ed esperto di comunicazione, Associazione Terra dei popoli per il supporto sulla mediazione linguistico-culturale.
“Il percorso serve a scoprire e riflettere insieme su come il contesto educativo, culturale e relazionale influenzi la crescita, le scelte e lo sviluppo delle competenze personali con aspettative sociali legate al genere – afferma Laura Sebastio, psicologa ed esperta di stereotipi di genere – attraverso attività condivise, il corso si propone di supportare le figure genitoriali nel creare un clima educativo attento alle differenze individuali e al benessere delle bambine e dei bambini, ragazze e ragazzi”.
La modalità sarà partecipativa e laboratoriale, in gruppi fino a 12 persone, per riuscire a coinvolgere attivamente le persone, con le loro conoscenze e le loro esperienze relative agli stereotipi di genere. Formatori e formatrici si proporranno come ‘facilitatori di processi di apprendimento’, guidando attività esperienziali seguite da momenti di riflessione e/o narrazione collettiva.
“Come il vento che corre la terra – sottolinea Elisa La Paglia assessora del Comune di Verona alle politiche educative e scolastiche – prosegue la propria strada verso la costruzione di una comunità educante che sia pronta ad accogliere e supportare i talenti di bambine, bambini, ragazze e ragazzi e questi incontri con i genitori e le figure genitoriali si inseriscono nel solco dell’educazione al benessere, alla relazione e alla cittadinanza, anche in continuità con le finalità educative del mondo della scuola”.
Per informazioni e iscrizioni scrivere a comeilventolaterra@yahoo.com
Il progetto “Come il Vento che Corre la Terra” in sintesi
Il progetto mira a costruire sul territorio una comunità educante che, ispirata al principio di cura, sia in grado di offrire ai bambini e alle bambine opportunità per apprendere ad aver cura di sé, per la scoperta, la coltivazione e la fioritura dei propri talenti e per lo sviluppo delle competenze necessarie ad orientarsi, in modo consapevole, autonomo e critico, nelle complessità del tempo attuale. Particolare riguardo sarà dato all’abbattimento delle disuguaglianze di genere che, come nel campo delle STEAM, affondano le proprie radici nei primi anni della formazione.
Il tutto nasce dalla collaborazione tra diversi partner guidati dal Comune di Verona – Assessorato alle politiche educative che nel 2024 ha analizzato un contesto locale che conta sul territorio comunale oltre 12.200 bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni di cui oltre il 51% maschi e oltre il 48% femmine, con un 23,3% senza cittadinanza italiana e con la maggiore concentrazione (23,7%) residente in terza circoscrizione, zona ovest della città e solo il 6,9% nella zona nord est. Rilevato come preoccupante il problema della dispersione scolastica: dal monitoraggio sulla dispersione scolastica effettuato dalla Direzione Servizi Formativi e dell’Istruzione del Comune emerge che l’abbandono scolastico è incostante aumento ed è presente maggiormente nei quartieri come Borgo Roma; Borgo Venezia, San Michele; Borgo Nuovo; Santa Lucia; Golosine. Il fenomeno ha molteplici cause e fattori critici, tra cui prevalente il disagio socio-familiare, i casi di disagio psichico e il disagio scolastico. Le famiglie con difficoltà finanziarie nel 2024 sono state il 26 % dei casi; il disagio sociale costituito da problemi familiari e difficoltà relazionali che influenzano negativamente la motivazione e la frequenza scolastica nel 2024 ha toccato il 20% dei casi.
Il raccordo tra enti, scuola e famiglie diventa, quindi, la chiave di volta per un futuro inclusivo e con una grande attenzione ai bisogni dei più piccoli attraverso percorsi formativi e collaborativi in cui docenti, famiglie, bambine e bambini diventino protagonisti del cambiamento. Serviva, dunque, un progetto inclusivo che sviluppasse il pensiero critico, superando gli stereotipi di genere e che tenesse conto del concetto di filosofia della cura e conoscenza del sé nonché dello sviluppo di capacità e talenti legati alle materie STEAM.
Responsabilità, consapevolezza, autonomia e cura alcune delle parole chiave che guidano le azioni che si svilupperanno su due annualità con tre principali aree di intervento:
Potenziamento della Scuola: formazione specifica per insegnanti, curata dall'Università di Verona, per adottare metodi didattici basati sulla filosofia della cura e sulla promozione della riflessività. Prevede co-progettazione di laboratori con alunni e alunne, anche in materie STEAM.
Pratiche e Relazioni: sperimentazione di pratiche formative, teatrali ed espressive focalizzate sul linguaggio, l’ascolto, l'esperienza corporea e i linguaggi dell'arte, rivolte a scuole e famiglie, con l'obiettivo di costruire ambienti inclusivi e liberi da condizionamenti di genere. Inclusi laboratori su corpo, voce e relazioni in Biblioteca Civica, cicli di incontri sugli stereotipi di genere per genitori e bambini/e insieme e un percorso per madri e figlie (10-11 anni) sulla ciclicità femminile.
Comunità Educante: verranno organizzati eventi pubblici, conferenze, spettacoli e una mostra itinerante per la diffusione in progress dei percorsi e dei loro risultati. Partner di progetto: Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo veronese, il Giardino dei linguaggi, Il Melograno, il Collettivo Progetto Antigone, Terra dei Popoli e con la collaborazione di Rete Disegnare il Futuro e BamBam Teatro.

