Oltre 150 medici a Villa Quaranta per “Il percorso del paziente ipoacusico”

Si è svolta sabato a Villa Quaranta, a Ospedaletto di Verona, la terza edizione del convegno scientifico “Il percorso del paziente ipoacusico”, appuntamento che ha richiamato oltre 150 medici accreditati e professionisti del settore, confermandosi come un momento di aggiornamento e confronto di alto profilo per il mondo dell’otorinolaringoiatria e dell’audiologia. L’evento era rivolto in particolare a medici ORL e audiometristi.
Responsabile scientifica dell’iniziativa è stata la Dott.ssa Alexandra Semjonova, con la moderazione affidata al Prof. Luca Sacchetto, al Dott. Giovanni Tonoli, al Dott. Roberto Saetti e al Dott. Doriano Politi. Nel corso della giornata, i relatori hanno affrontato in modo articolato e multidisciplinare i principali temi legati alla gestione del paziente ipoacusico, dalle forme lievi e medie di ipoacusia fino agli aspetti più complessi della riabilitazione uditiva, della diagnostica vestibolare e del trattamento dell’acufene.
Tra i contributi più significativi della mattinata, la Dott.ssa Donatella Croatto ha posto l’attenzione sulla necessità di riconoscere e affrontare l’ipoacusia come una vera e propria “pandemia silenziosa”, mentre la Dott.ssa Mariangela Coscarella ha approfondito il legame tra udito e cognizione, ribadendo il valore della diagnosi precoce e della prevenzione nella tutela delle funzioni cognitive. Accanto a questi temi, sono stati affrontati anche quelli legati alla sindrome vertiginosa acuta e alla diagnostica strumentale delle vertigini, con gli interventi della Dott.ssa Vera Siragusa e del Dott. Davide Zanon.
Un momento centrale del convegno è stato dedicato al confronto clinico su protesi acustiche, protesi osteointegrate e impianti cocleari, attraverso l’analisi di casi concreti e il contributo di specialisti provenienti da diverse realtà sanitarie. Un’impostazione che ha reso evidente quanto oggi il percorso del paziente ipoacusico richieda competenze integrate, dialogo tra professionisti e una visione ampia della presa in carico.
Particolarmente rilevante è stato il focus sull’intelligenza artificiale applicata alle protesi acustiche, affidato al Dott. Marco De Stefano. Il tema ha rappresentato uno dei passaggi più attuali e interessanti dell’intero programma scientifico, perché ha mostrato in modo concreto come le nuove tecnologie stiano già modificando il modo di intendere la riabilitazione uditiva. L’intelligenza artificiale, infatti, apre la strada a dispositivi sempre più precisi, capaci di adattarsi meglio ai diversi contesti di ascolto e di ridurre lo sforzo cognitivo richiesto al paziente. Un’evoluzione che non riguarda soltanto la performance tecnica delle protesi, ma anche la qualità dell’esperienza quotidiana della persona, il comfort d’ascolto e l’efficacia reale del supporto uditivo nelle situazioni di vita concreta.
Proprio questo richiamo all’intelligenza artificiale ha dato al convegno una prospettiva fortemente contemporanea. Il messaggio emerso è chiaro: l’innovazione tecnologica non è un elemento accessorio, ma una componente sempre più strategica nella costruzione di percorsi di cura efficaci, personalizzati e sostenibili. In un ambito come quello audiologico, in cui la qualità della percezione sonora incide in modo diretto sulla vita relazionale, cognitiva e sociale del paziente, il contributo delle nuove soluzioni intelligenti assume un valore sempre più decisivo.
Il pomeriggio ha poi lasciato ampio spazio all’acufene, affrontato sotto diversi punti di vista: dalle basi fisiopatologiche alle strategie terapeutiche, dal counseling agli approcci emergenti, fino al rapporto con i disordini temporomandibolari. Anche in questo caso, il confronto tra specialisti ha restituito una visione articolata e concreta della gestione clinica, mettendo in evidenza quanto sia importante associare competenze tecniche, capacità di ascolto e personalizzazione del percorso di cura.
Giunto alla sua terza edizione, il convegno ha confermato la propria capacità di offrire contenuti scientifici qualificati e spunti operativi utili per la pratica clinica quotidiana. La qualità del panel dei relatori, provenienti da ospedali, università e strutture di riferimento, ha contribuito a rafforzare il valore dell’iniziativa come occasione autorevole di aggiornamento professionale.
Con la partecipazione di oltre 150 medici accreditati e un programma capace di coniugare clinica, tecnologia e centralità della persona, “Il percorso del paziente ipoacusico” si è confermato un appuntamento di riferimento per chi opera ogni giorno nella diagnosi e nella presa in carico dei disturbi uditivi.

