Vinitaly, Coldiretti: "Una cantina su tre investe sull'innovazione"

Quasi un’impresa vinicola su 3 (31%) ha investito nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza artificiale, blockchain, 5g, realtà virtuale. Ma c'è un altro 55% di aziende che è interessata oggi ad investire in soluzioni di Agricoltura 5.0. E’ quanto emerge dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell'export tricolore che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.
Ma l’innovazione passa anche dalle Tea, le nuove tecniche di evoluzione assistita che proprio per le vigne possono rappresentare uno strumento importante per tutelare la biodiversità e rendere più efficiente e sostenibile il modello produttivo. Al Vinitaly, Coldiretti ha portato l’esperienza della prima vite di Sangiovese coltivata attraverso le nuove tecniche genomiche. Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine hanno dato il via ad un progetto di ricerca innovativo finalizzato a rendere le coltivazioni più resilienti. Al centro il Sangiovese, vitigno simbolo della regione, che rappresenta oltre il 60% della superficie vitata e da cui derivano 7 bottiglie su 10 del vino toscano.
Questo traguardo consolida un percorso che vede l’Italia all’avanguardia, ricordando che proprio a Verona è stata realizzata la prima sperimentazione in pieno campo di viti TEA. Il 30 settembre 2024, a San Floriano in Valpolicella, era stata infatti inaugurata la prima prova su piante di vite Chardonnay ottenute tramite queste tecnologie. Il progetto veronese, coordinato dal gruppo di genetica agraria del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona guidato da Mario Pezzotti, puntava al miglioramento genetico per potenziare la naturale resistenza ai patogeni e verificare sul campo la resistenza alla peronospora. A sottolineare il supporto al progetto da parte di Coldiretti, alla piantumazione aveva preso parte il Presidente nazionale Ettore Prandini. Nonostante le precauzioni, le piante veronesi furono purtroppo vandalizzate poco dopo la piantumazione all'interno del vigneto universitario.
Le TEA rappresentano una leva strategica per il settore poiché consentono di intervenire in modo mirato sul DNA della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, distinguendosi nettamente dagli OGM del passato. Attraverso metodi come la cisgenesi e il genome editing, è possibile sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici sul fronte della drastica riduzione nell'uso di fitofarmaci e prodotti chimici.La prima pianta di Sangiovese è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del CREA di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027.
Sull’argomento interviene Alex Vantini, Presidente di Coldiretti Verona, che sottolinea: “le TEA offrono risposte concrete alle sfide del cambiamento climatico e della biodiversità, permettendo di riprodurre in modo mirato i meccanismi dell'evoluzione naturale senza l'inserimento di DNA estraneo alla pianta. Negare agli agricoltori tali alternative efficaci metterebbe seriamente a rischio la sicurezza alimentare europea. Questo percorso di ricerca rafforza il ruolo dei territori italiani come avanguardia nell'innovazione vitivinicola, dimostrando come la ricerca pubblica possa offrire risposte operative alle esigenze del mondo agricolo e alla sostenibilità delle colture”.

