Attualità di Redazione , 02/03/2026 11:36

Referendum Giustizia, Tosi: “Se la riforma non comincia ora, non ci sarà un'altra volta"

Flavio Tosi al convegno Giustizia
Flavio Tosi al convegno Giustizia

“Questa riforma è un’opportunità da cogliere e che non possiamo perdere! Se il Paese non cambia ora, non riuscirà mai a riformarsi davvero. Il voto è importante. Votare Sì è necessario”. 

  Lo ha dichiarato vieri l’eurodeputato Flavio Tosi (Forza Italia – Partito Popolare Europeo), intervenendo nel corso dell’incontro promosso a Verona, all'Hotel Catullo, “La riforma della giustizia per essere competitivi in Europa”, promosso dal gruppo del PPE al Parlamento europeo. 

Un evento partecipato, nel quale sono inoltre intervenuti Silvano Filippi, Segretario Nazionale SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia e il presidente di Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto. Vi hanno inoltre preso parte, in collegamento streaming, gli onorevoli di Forza Italia Enrico Costa e Maria Paola Boscaini. Moderatrice dell’incontro la consigliera comunale a Verona e già senatrice, Patrizia Bisinella.

  “E’ importante andare a votare – ha sottolineato Tosi –, questo voto è il primo passo di una riforma necessaria che non possiamo più rinviare. La sinistra sta dando battaglia politica dicendo bugie, evidenziando che la magistratura sarà sottoposta al potere politico. Nulla di più falso. Stiamo parlando di una riforma che è stata firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ un momento storico per il Paese, che sarà determinato dalla partecipazione al voto. Andare a votare è fondamentale e non bisogna darlo per scontato. Non c'è un quorum da raggiungere, si vince o si perde per un voto. E se si perde, perde l'Italia”.

  Silvano Filippi, Segreteria Nazionale del SIULP Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia, ha detto: “Credo sia un appuntamento con la storia, per aggiornare il nostro sistema giudiziario a quello che è il principio di civiltà giuridica dell'assoluta trasparenza dell'azione dell'autorità giudiziaria. Oggi abbiamo una confusione di ruoli che determina l'insorgere di problematiche nell'applicazione della legge. Non credo, come viene detto da una certa parte politica, che con questa riforma si voglia mettere sotto controllo la magistratura. L’intenzione, invece, è quella di rendere la magistratura più indipendente. La vera cosa da chiedersi oggi è un’altra: se sbaglia un magistrato che conseguenze ha? Vi posso dire cosa accade oggi ad un Poliziotto. Chi sbaglia viene disciplinarmente sanzionato immediatamente, ancora prima di un processo o di una reale sentenza, con una severità senza eguali, oltre a subire un’onta professionale e sociale lacerante e irrecuperabile. Un aspetto che non può essere trascurato. Nessuno vuole mettere in discussione l'autonomia della magistratura, però se a giudicarmi a livello disciplinare è uno che ho contribuito ad eleggere, diventa un po’ difficile che ci sia l'obiettività nella valutazione”.

  Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, ha detto: “Questo voto è importante ed il Sì è il completamento di una riforma che è iniziata nel 1989 con l'introduzione del codice di rito accusatorio italiano, voluto da una Medaglia d'argento alla Resistenza, l'allora Ministro della Giustizia Giuliano Vassalli e proseguita nel 1999 con una riforma della Costituzione, che ha introdotto il giusto processo, il giudice terzo. Questo passaggio è il logico completamento di un percorso. Si tratta quindi di nulla di stravolgente o straordinario. È una riforma necessaria e dunque mi auguro che il 22/23 marzo i sì prevalgano”.