Ordine Ingegneri di Verona e Provincia, Logistica urbana sostenibile: più efficienza, meno costi

La logistica urbana sostenibile e, in particolare, la gestione dell’ultimo miglio sono stati al centro del seminario “Quale organizzazione logistica nelle grandi città”, che si è svolto giovedì 26 marzo all’Auditorium dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, nell’ambito della rassegna OPEN 2026 – Open Industria. Un tema sempre più strategico per le città, chiamate a conciliare crescita dell’e-commerce, riduzione delle emissioni e qualità della vita. Proprio l’ultimo miglio rappresenta oggi uno dei nodi più complessi della filiera logistica urbana, tra congestione del traffico, restrizioni di accesso e necessità di modelli più sostenibili ed efficienti.
Nel corso dell’incontro, Promosso dalla Commissione Trasporti e Viabilità dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, è emerso come la sostenibilità non sia più soltanto un obiettivo dichiarato, ma una leva concreta di efficienza operativa. L’utilizzo di mezzi a basse emissioni, come veicoli elettrici e cargo bike, insieme a una pianificazione strutturata delle attività – dall’ottimizzazione delle rotte al coordinamento tra hub urbani e operatori – consente infatti di mantenere elevati standard di servizio riducendo impatti ambientali e costi.
Dopo i saluti istituzionali del coordinatore di OPEN e OPEN Industria 2026, Stefano Lonardi, ad aprire i lavori è stato il moderatore e coordinatore Giovanni Saccà, Dirigente ar del Gruppo FSI e Presidente della Sezione italiana dell’Associazione Europea dei Ferrovieri (A.E.C.). Luigi Legnani, Presidente dell’Associazione Italiana Linea Ferroviaria di Alta Capacità Gottardo (A.C.G.) ed ex Presidente di FerCargo, ha delineato il quadro complessivo del trasporto merci, evidenziando la necessità di un riequilibrio modale tra strada e ferrovia.
I dati illustrati mostrano come, «in Italia, il trasporto terrestre è ancora fortemente sbilanciato sulla gomma (87%), - ha precisato - a fronte di una quota ferroviaria (18%) inferiore alla media europea. Un divario che le strategie europee puntano a colmare, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della ferrovia attraverso lo sviluppo dei corridoi logistici e dell’intermodalità. In questo scenario, Verona si conferma nodo strategico della rete TEN-T, grazie alla sua posizione all’incrocio dei corridoi Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo, con un ruolo chiave nelle connessioni tra porti, sistema produttivo e grandi aree urbane».
Gli interventi successivi hanno approfondito le dinamiche della distribuzione urbana delle merci, portando esperienze nazionali ed europee. Mario Castaldo, già Direttore Divisione Cargo Trenitalia, Vicepresidente di TX Logistik in Germania e Amministratore Delegato di Terminali Italia, ha illustrato modelli e best practice di distribuzione urbana, evidenziando come il tema sia sempre più centrale per l’impatto ambientale, sociale ed economico nelle città. Ha spiegato Castaldo: «L’aumento dell’urbanizzazione e la crescita dell’e-commerce – destinato in Italia a passare da 42 miliardi il valore nel periodo post Covid a 62 stimati per l'anno 2026 – stanno infatti intensificando i flussi logistici urbani, mettendo sotto pressione traffico, qualità dell’aria e organizzazione dei servizi».
Castaldo ha sottolineato come le misure tradizionali, come ZTL e limitazioni al traffico, non siano più sufficienti a governare il fenomeno. «Sempre più città – ha evidenziato – stanno sperimentando modelli innovativi per la distribuzione urbana delle merci, basati su hub logistici per il consolidamento dei flussi e sull’impiego di mezzi a basse emissioni, come veicoli elettrici e cargo bike». Tra gli esempi citati, Londra, con hub esterni e una distribuzione centralizzata nelle aree commerciali; diverse città olandesi, dove il sistema è condiviso tra operatori e amministrazioni; Parigi, che punta sulla ciclo-logistica; Madrid, con sperimentazioni legate alla metropolitana; e Padova, caso italiano consolidato basato sull’interporto e su un operatore neutrale.
Stefano Frisoni, Direttore Commerciale FS Logistix, ha presentato collegato da remoto il caso di Roma, evidenziando criticità e soluzioni operative. «L’ultimo miglio, che può incidere fino al 50% dei costi logistici, è la fase più complessa e su cui è necessario intervenire con un cambio di paradigma. – ha spiegato Frisoni - La direzione è quella di un modello integrato che punti su micro-hub urbani, elettrificazione delle flotte, digitalizzazione e riduzione delle consegne frammentate, con un ruolo sempre più strategico delle amministrazioni nel coordinamento dei flussi. Esperienze come quella di Roma dimostrano che solo attraverso soluzioni intermodali, innovazione tecnologica e collaborazione tra pubblico e privato è possibile rendere la distribuzione delle merci più efficiente e sostenibile».
Particolare attenzione è stata dedicata all’integrazione tra trasporto ferroviario e logistica urbana. Salvatore Crapanzano, Presidente della Commissione Mobilità e Infrastrutture Sostenibili dell’Ordine degli Ingegneri di Milano e della Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia (C.R.O.I.L.), ha sottolineato come ferrovia e city logistics possano diventare alleati strategici per una mobilità delle merci più sostenibile ed efficiente. «L’esperienza avviata a Milano rappresenta un modello innovativo e replicabile per tutte le grandi città italiane – ha spiegato il relatore – perché introduce un modo completamente diverso di gestire la distribuzione delle merci, soprattutto nell’ultimo miglio. Il progetto si basa su una forte integrazione tra ferrovia e logistica urbana.
A Milano, ad esempio, la distribuzione avviene di notte con pochi furgoni, mentre al mattino la consegna capillare è affidata alle cargo bike. I risultati sono concreti: quasi azzeramento delle emissioni di CO2, una riduzione dei costi fino al 40% e tempi di consegna più rapidi del 20%. È la dimostrazione che una logistica urbana a zero emissioni non solo è possibile, ma è anche più efficiente». Il progetto si è aggiudicata il bando internazionale “Zero Emission Urban Goods Transportation technical assistance programme” lanciato da C40 per incentivare la logistica urbana e la consegna delle merci a zero emissioni.
A chiudere il ciclo di interventi, Francesco Sabaini di MoveByBike Italy ha portato un contributo concreto sull’ultimo miglio, illustrando modelli operativi basati su cargo bike. MoveByBike è un’azienda con sede a Verona specializzata in eco-logistica urbana che utilizza cargo bike per offrire servizi di consegna rapidi, aiutando le imprese nel percorso di decarbonizzazione e contribuendo a rendere le città più vivibili e a misura di persona. «Rispetto al furgone, la cargo bike garantisce numerosi vantaggi: maggiore accessibilità nei centri urbani, tempi di consegna più rapidi e una maggiore efficienza operativa, con fino a 7 consegne l’ora contro le 4 del trasporto tradizionale. A questo si aggiunge un impatto ambientale drasticamente ridotto: le emissioni di CO₂possono essere abbattute fino a oltre il 90%, con un risparmio annuo significativo», ha spiegato Sabaini.
Il futuro della logistica urbana risiede nell’integrazione tra micro-hub, digitalizzazione e collaborazione tra pubblico e privato. L’obiettivo finale è innovare i processi organizzativi per trasformare radicalmente la vivibilità e l’efficienza delle nostre città senza stravolgere le abitudini di consumo.

