Concerto di Pasqua con il Verona Piano Festival alla Chiesa di Santo Stefano

Un concerto di Pasqua, una serata di intensa spiritualità, ideale per accompagnare il pubblico nel clima raccolto e contemplativo del tempo quaresimale. È con due capolavori rispettivamente di Bach e di Giovanni Battista Pergolesi che il Verona Piano Festival, dopo la pausa invernale e in vista del cartellone 2026, inaugura un nuovo anno di musica classica suonata nei più bei contesti artistici di Verona e provincia.
L’appuntamento è per lunedì 30 marzo alle 20.30 nella chiesa di Santo Stefano, a Verona. In scena i violini solisti Vincenzo Quaranta e Quentin Capozzoli, il soprano Yuko Boverio, il contralto Alessandra Andreetti, con i violini Mara Sistino, Roberto Lanni, Giuliana Santi, Serena Chien e Viktor Csanyi, le viole Francesco Ferrati e Daniela Bazzoni, il violoncello Giordano Pegoraro, il contrabbasso Luca Bissoli e il clavicembalo Federico Brunello.
Cornice dell’evento una delle perle del romanico veronese, la chiesa di Santo Stefano, che sarà illustrata al pubblico in una visita guidata a cura di Giuliano Meneghini. L’ingresso alla serata è libero.
IL PROGRAMMA. Il programma prevede dunque il Concerto per due violini, archi e basso continuo in re minore BWV 1043 di Johann Sebastian Bach, uno dei migliori lavori del tardo barocco nonché una delle composizioni più celebri del maestro, composta intorno al 1720 durante la sua permanenza a Köthen in qualità di direttore della musica da camera del principe Leopoldo. A seguire, sarà proposto il leggendario «Stabat Mater, PayP.77» di Giovanni Battista Pergolesi - sequenza in fa minore per soprano, contralto, archi e basso continuo - che vide la luce nell'ultimo scorcio della fugace esistenza del compositore, rapito nel 1736, a soli ventisei anni, dalla tubercolosi. Si tratta della manifestazione più evidente del nuovo corso dell'espressione del sacro in musica, fiorito nel cuore del Settecento.
IL VERONA PIANO FESTIVAL. «Giunto alla 14ª edizione, il festival continua a portare la musica pianistica e da camera nei luoghi d’arte di Verona e provincia», afferma il direttore artistico Roberto Pegoraro, «mantenendo la sua identità, fondata sull’incontro tra repertorio classico e valorizzazione del territorio, con una vocazione sempre più internazionale, che prevede la partecipazione di giovani talenti e artisti emergenti accanto a interpreti affermati».
Più di 30 gli appuntamenti previsti nella stagione 2026, al via con tre anteprime nel mese maggio e il concerto inaugurale del prossimo 8 giugno.

