Attualità di Redazione , 16/03/2026 12:42

Confcommercio Veneto: il caro energia legato al conflitto in Medio Oriente pesa sul terziario

Patrizio Bertin
Patrizio Bertin

Le tensioni in Medio Oriente rischiano di avere ripercussioni dirette anche sulle attività del terziario. Secondo una stima prudenziale elaborata da Confcommercio, l’aumento dei costi energetici potrebbe incidere in modo significativo sui bilanci di alberghi, supermercati, bar, ristoranti e negozi, con rincari mensili che si tradurrebbero in centinaia o addirittura migliaia di euro in più.

Per le strutture alberghiere, ad esempio, l’incremento stimato potrebbe arrivare a circa 900 euro al mese per l’energia elettrica e a circa 1.000 euro per il gas. Nei supermercati, invece, la spesa aggiuntiva sarebbe attorno ai 700 euro per la corrente e ai 400 euro per il gas. Più contenuti ma comunque rilevanti i rincari per bar, ristoranti e attività commerciali, alimentari e non: tra 100 e 300 euro al mese per l’elettricità e tra 200 e 500 euro per il gas.

Numeri che preoccupano soprattutto le realtà più piccole, già messe alla prova negli ultimi anni da pandemia e crisi energetica. “Il tema dell’energia era già una criticità prima dell’inizio del conflitto”, spiega Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto. “Avevamo accolto con favore il cosiddetto ‘decreto bollette’, ma ora la questione energetica è tornata a essere una delle principali difficoltà per le imprese del settore”.

Il quadro emerge ancora più chiaramente confrontando i dati con il periodo precedente alla pandemia. Rispetto al 2019, infatti, le imprese del terziario pagano oggi l’energia elettrica in media il 28,8% in più, mentre il costo del gas è cresciuto addirittura del 70,4%.

Se la situazione internazionale dovesse peggiorare ulteriormente, gli aumenti potrebbero diventare ancora più pesanti. In una prima fase i costi potrebbero crescere mediamente del 4,3% per l’energia elettrica e del 3% per il gas, ma nello scenario peggiore gli incrementi potrebbero superare il 13% per l’elettricità e arrivare fino al 43% per il gas.

“È evidente – conclude Bertin – che bisogna attenuare l’impatto dei rincari sulle micro, piccole e medie imprese, che sono le più esposte alla volatilità dei prezzi. Servono interventi rapidi per contenere i costi dell’energia, a partire da una nuova riduzione degli oneri generali di sistema”.