La prima veronese di (In)grato con Antonio Ornano all'Astra

Il professore più polemico di Zelig sbarca al Cinema Teatro Astra con la prima veronese di (In)grato. Sul palcoscenico lupatotino venerdì 6 marzo (data sold out da tempo) e sabato 7 marzo, sempre alle 21, Antonio Ornano porta in scena un irriverente invito all’ingratitudine gentile per riscoprire la meraviglia dell’imperfezione. Protagonista per una sera il diritto di non sentirsi sempre riconoscenti e di scegliere, quando serve, anche la rabbia, un gesto umano tanto quanto ringraziare e, talvolta, persino più sincero. Ornano, con il suo inconfondibile sarcasmo graffiante, mette nel mirino figli, genitori, società e tutte le piccole, grandi frustrazioni contemporanee.
Conosciuto dal grande pubblico per la partecipazione a Zelig – dove aveva conquistato la platea televisiva con il personaggio del celebre etologo appassionato di animali feroci e insofferente verso quelli domestici – il comico ligure porta in teatro quella stessa ironia tagliente, oggi declinata in una scrittura più personale. (In)grato parte infatti dall’idea che oggi esiste sempre qualcuno pronto a spiegare come si dovrebbe essere felici. Tra manuali motivazionali, inviti alla positività, energia dell’universo e riconoscenza quotidiana da esibire sui social, Ornano racconta un presente in cui la felicità sembra avere una ricetta precisa e la gratitudine è diventata quasi un dovere.
Con uno stile diretto e senza filtri, il comico si prende gioco della narrazione dominante secondo cui bisogna trasformare ogni difficoltà in opportunità. Le dinamiche tra genitori e figli, le pretese educative, le frustrazioni professionali, le relazioni che non funzionano come dovrebbero. La pressione a mostrarsi centrati, maturi, evoluti. Ornano attraversa le contraddizioni contemporanee smontando l’idea che l’ottimismo permanente sia l’unica postura possibile e lo fa con un ritmo serrato e pungente, costruito su continui ribaltamenti di prospettiva. La sua ingratitudine diventa quindi rivendicazione di una più grande complessità: distinguere ciò che merita riconoscenza da ciò che può legittimamente far arrabbiare.
Il monologo si muove così tra risata e riflessione, tra il bisogno di apparire sempre all’altezza e il desiderio più semplice di essere autentici. In scena l’idea che non tutto va celebrato, che non ogni esperienza è una lezione preziosa e che anche la rabbia, l’insofferenza, la delusione fanno parte del repertorio umano e ammetterlo, paradossalmente, alleggerisce.
Antonio Ornano nasce a La Spezia nel 1972. Dopo la laurea in Giurisprudenza sceglie il teatro e si forma tra Genova e Milano: frequenta la scuola di recitazione del Teatro Corte dei Miracoli, entra in una compagnia e partecipa al Laboratorio Artistico di Zelig, dove nascono alcuni personaggi come Space Cacace (il muratore di Renzo Piano), Franco Prunes (lo spietato life coach), Ignazio (figlio unico oppresso da mamma e ossessionato dalla chirurgia estetica) e il biologo naturalista.
Nel 2008 debutta in Central Station su MTV e Comedy Central. L’anno successivo partecipa a Scorie (2009), consolidando poi la sua notorietà nazionale con Zelig Off (2009-2012) e soprattutto con Zelig Arcimboldi (2010-2012), dove porta il personaggio del professor Ornano. Accanto ai personaggi televisivi sviluppa monologhi dal tono cinico e generazionale, tra cui quello del “maschio caucasico irrisolto”, figura ironica che mette a nudo fragilità e contraddizioni dell’uomo contemporaneo. Negli anni successivi torna in diverse edizioni del programma, tra cui Zelig Circus e Zelig, e partecipa anche a Crozza nel Paese delle Meraviglie, affiancando Maurizio Crozza con interventi comici e monologhi. Parallelamente prende parte a programmi come Colorado, Quelli che il calcio e Mai dire talk. Per Comedy Central realizza lo speciale A. Ornano Comedy Special nel 2018 e partecipa a diversi tour televisivi tra il 2015 e il 2019.
Il teatro resta però il centro del suo percorso. Tra i lavori più significativi figurano il monologo Scoiattoli, la conferenza-spettacolo Che fatica sopravvivere dedicata al mondo animale, Crostatina Stand Up, Horny e Non c’è mai pace tra gli ulivi. Accanto ai monologhi ha preso parte anche a produzioni di prosa come American Buffalo di David Mamet e a numerosi spettacoli di cabaret corale.
Negli ultimi anni affianca al teatro la fiction televisiva con ruoli in Petra, Blanca, Blanca 2 e Masantonio.

