Attualità di Redazione , 01/03/2026 11:33

Influenza aviaria, interrogazione in Veneto: “Chiarezza su vaccini, sicurezza e filiera”

influenza aviaria (foto Ansa)

Un piano vaccinale senza precedenti e una richiesta di trasparenza totale. È quanto emerge dall’interrogazione presentata il 26 febbraio 2026 dai consiglieri regionali Szumski e Lovat sul programma annunciato dalla Regione del Veneto per contrastare l’influenza aviaria.

Il piano, al via da aprile 2026, interesserà in via prioritaria la provincia di Verona, che concentra circa la metà del comparto avicolo regionale. Coinvolti 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 di galline ovaiole, per un totale di oltre 14 milioni di dosi somministrate, con controlli sanitari ogni trenta giorni secondo le indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Dal 2020 il Veneto ha registrato 316 focolai domestici su 477 nazionali, con indennizzi agli allevatori per circa 240 milioni di euro. Numeri che hanno spinto verso il superamento della gestione emergenziale basata sugli abbattimenti, puntando su prevenzione e bio sicurezza, come evidenziato anche dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

Nel testo si richiama anche l’esperienza della Francia, dove è già in corso una campagna vaccinale nel settore avicolo con il coinvolgimento di Ceva Animal Health, che ha sviluppato nuove piattaforme vaccinali.

I consiglieri chiedono alla Giunta regionale di “chiarire quale tipologia di vaccino verrà utilizzata (inattivato, vettoriale, nucleotidico, mRNA o altra tecnologia), indicando denominazione commerciale, azienda produttrice e autorizzazioni ottenute a livello nazionale ed europeo". Domandano inoltre la pubblicazione degli studi su sicurezza ed efficacia, eventuali effetti sulla salute animale e pubblica e implicazioni per carne e uova.

Tra i punti centrali anche la strategia “DIVA” per distinguere animali vaccinati da infetti, le possibili ricadute sulle esportazioni verso Paesi terzi e l’impatto sulla competitività della filiera veneta, che conta 2.506 allevamenti e oltre 48 milioni di capi.

Infine, viene sollecitato un piano di comunicazione istituzionale: “chiaro e trasparente, per informare cittadini e operatori del settore, prevenire disinformazione e tutelare la fiducia dei consumatori in un comparto strategico per l’economia regionale e nazionale”.