VIDEO | Dalla prigionia alla libertà: La storia di Ronny, husky che viveva legato a catena
Ronny è un Husky di appena sette mesi, acquistato con leggerezza da persone che non avevano piena consapevolezza dell’impegno, del tempo e delle attenzioni necessarie per accudire un cane come lui. Infatti, il Siberian Husky è originariamente allevato per trainare slitte su lunghe distanze. Cani come Ronny, hanno quindi bisogno di intenso esercizio quotidiano, come corse e lunghe passeggiate: tutto ciò che a lui era impossibile fare.
La famiglia di Ronny viveva in una grande casa di campagna in provincia di Verona. Incapace di gestirlo, il proprietario, un giovane ragazzo di 31 anni, lo aveva relegato nel sottoscala esterno dell’abitazione, legato a una catena cortissima che gli permetteva a malapena di sedersi. Privo di cuccia, di socialità e della possibilità di muoversi liberamente, Ronny trascorreva le sue giornate in condizioni di grave sofferenza, piangendo e cercando aiuto. La giustificazione data ai volontari dello Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Verona era che Ronny si fosse abituato a scappare e che, di conseguenza, durante le fughe aveva ucciso qualche gallina. Per questo motivo, a loro avviso, Ronny aveva meritato quella che a tutti gli effetti era una punizione. Grazie all’intervento dello Sportello LAV il proprietario si è convinto a cedere il cane Ronny alla LAV. In breve tempo con la sua bontà ha trovato una nuova e splendida adozione a Bassano del Grappa in provincia di Vicenza.
Oggi la sua vita è completamente cambiata: cammina ogni giorno e dorme in soggiorno, circondato dall’affetto che ogni animale merita.
Una storia a lieto fine che ci ricorda quanto sia fondamentale rispettare i bisogni dell’animale che scegliamo di accogliere nelle nostre vite.

