Verona entra nel museo diffuso del Risorgimento

Verona entra nel museo diffuso del Risorgimento. Approvata anche una variazione di bilancio: 4,5 milioni per gli aumenti contrattuali del personale e nuove risorse per cultura, innovazione, sport e riqualificazione urbana. Il Consiglio Comunale si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Alfredo Troisi scomparso nei giorni scorsi, a tratteggiarne la figura il consigliere Luigi Pisa di Forza Italia che ha sottolineato “Troisi partendo dall’esperienza della Stella ha avuto l’intuizione di valorizzare i presepi in un periodo in cui il turismo non era ancora quello di oggi. Ha contribuito a creare un indotto economico significativo e a dare vita a un turismo invernale che allora sembrava quasi impensabile per la nostra città. Va ricordata anche la collaborazione con Vittorio Salvetti per il Festivalbar, così come il lavoro svolto nel mondo delle associazioni dei commercianti”.
La delibera.
Verona parteciperà al Museo diffuso del Risorgimento grazie all’approvazione della delibera 4/2026 (21 voti favorevoli e 11 astenuti) che dà il via libera alla convenzione e relativi allegati per lo sviluppo e la valorizzazione del Museo Diffuso del Risorgimento (MUDRI) ai sensi dell’art.30 del D.Lgs. n. 267/2000.
“Oggi siamo chiamati a votare un atto che non è soltanto un adempimento amministrativo, - ha spiegato l’assessora alla Cultura e turismo, Marta Ugolini - ma un vero investimento sulla capacità della nostra città di fare rete e di valorizzare la propria identità storica. La proposta riguarda l’adesione del Comune di Verona alla Convenzione per il Museo Diffuso del Risorgimento, il Mudri. Il Risorgimento non è un episodio isolato, ma un lungo processo che ha portato alla nascita dello Stato unitario italiano. In questo percorso Verona ha avuto un ruolo strategico centrale: era il perno del sistema difensivo austriaco, il vertice principale del celebre Quadrilatero insieme a Peschiera, Mantova e Legnago.
Sotto il comando del feldmaresciallo Radetzky, - ha aggiunto Ugolini - Verona fu trasformata in una vera città-caserma. Mentre Milano e Venezia insorgevano, Verona rimase uno dei capisaldi dell’Impero Asburgico fino alla Terza guerra d’indipendenza, quando entrò a far parte del nuovo Stato unitario.
Questa storia ha lasciato tracce materiali evidenti. La cinta muraria magistrale, di origine romana e scaligera, assunse in epoca austriaca l’imponente configurazione difensiva che conosciamo oggi, con bastioni e forti esterni. Pensiamo all’Arsenale, fabbrica d’armi e deposito di artiglieria, o al Provianda di Santa Marta, oggi restituiti a funzioni civili. A questi si aggiungono monumenti simbolici come quello a Garibaldi, la toponomastica cittadina e le collezioni dell’ex Museo del Risorgimento, attualmente nei depositi museali.
Il modello del museo diffuso non concentra i reperti in un unico edificio, ma considera il territorio stesso come luogo di esposizione. Non è una semplice passeggiata: è un progetto culturale strutturato, con percorsi narrativi, pannelli, strumenti digitali e attività didattiche che aiutano a interpretare il paesaggio storico.
La Giunta aveva già aderito – ha concluso Ugolini - a un primo protocollo d’intesa nel maggio 2023. La convenzione oggi in votazione prevede l’ingresso in una rete coordinata dalla Provincia di Mantova, che riunisce oltre 60 soggetti tra comuni, associazioni e istituti di ricerca. L’obiettivo è creare itinerari tematici, promuovere il turismo culturale, sviluppare strumenti didattici e partecipare a bandi europei. È un passo che inserisce Verona in un circuito interregionale e rafforza la nostra capacità di guardare oltre i confini cittadini”.
Il dibattito.
Il consigliere Alberto Battaggia di Dts e presidente della Commissione Cultura ha espresso soddisfazione “per una proposta che la Commissione ha sostenuto fin dall’inizio. Si tratta di una rete ambiziosa, tra le più articolate nel Paese, che ha già attratto l’attenzione di importanti istituti finanziari e fondazioni. Il Mudri non è solo un progetto culturale, ma un investimento civico. Permette di far crescere competenze nella progettazione, di sostenere anche i piccoli comuni e di restituire al Risorgimento l’attenzione che merita”.
Secondo Pietro Giovanni Trincanato di Traguardi “l’adesione al Mudri è un tassello di una più ampia politica culturale che mira a ricucire parti importanti della nostra identità cittadina. In una città spesso segnata da un turismo concentrato e superficiale, questa iniziativa valorizza la complessità storica di Verona. Il Risorgimento, a lungo trascurato localmente, torna al centro anche in vista del 160° anniversario dell’ingresso di Verona nel Regno d’Italia. È un’occasione per arricchire l’offerta culturale e riscoprire una pagina fondamentale della nostra storia”.
Francesco Casella del Partito Democratico ha commentato come “questa delibera è un esempio concreto di cosa significa fare rete. Si inserisce in un percorso più ampio che ha visto riaperture importanti e scelte culturali significative per la città. Quando si lavora con ascolto, competenza e coraggio, i risultati arrivano. Anche questo è un passo nella direzione giusta”.
La delibera approvata con 21 voti favorevoli e 6 astenuti, la n.8/2026 Gestione del Bilancio – Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2026/2028 – Variazioni e modifica della nota di aggiornamento al Dup è stata illustrata dall’assessore al Bilancio, Michele Bertucco.
“La delibera che portiamo oggi in aula – ha sottolineato Michele Bertucco - ha come elemento principale il riconoscimento degli aumenti contrattuali previsti dal nuovo contratto nazionale degli enti locali, sottoscritto lunedì scorso. Avevamo già accantonato le risorse necessarie nell’avanzo di amministrazione e ora procediamo al loro utilizzo secondo le modalità previste. Parliamo di 4 milioni e mezzo di euro, che consentiranno di coprire tutti gli adeguamenti stipendiali e gli arretrati legati al rinnovo contrattuale.
Accanto a questo intervento principale, sono previste ulteriori destinazioni dell’avanzo. Sono stati stanziati 127.500 euro per la realizzazione del Festival multidisciplinare di estate teatrale veronese e per le rassegne estive al Teatro Camploy. Inoltre, sono previsti 45.000 euro per il progetto Spazio all’imprenditorialità, un’app territoriale dedicata ai giovani innovatori, e 372.905 euro per attività connesse ai progetti PNRR della Direzione Informatica.
A queste risorse si aggiungono finanziamenti ottenuti dal Comune di Verona. Dal Ministero, Dipartimento per le Politiche Giovanili, arrivano 105.000 euro sempre a sostegno del progetto Spazio all’imprenditorialità. Per il progetto Europe Direct Verona, di cui il Comune sarà capofila rispetto ad altri enti, sono previsti 220.000 euro complessivi nel periodo 2026–2030, pari a 44.000 euro all’anno. Per il Centro per la Giustizia Riparativa, il Comune è risultato assegnatario di un finanziamento di 224.000 euro per gli anni 2026, 2027 e 2028.
Sul fronte dell’edilizia monumentale è previsto un incarico di ingegneria e architettura per interventi all’Arca di Mastino, per un importo di 50.000 euro.
Per quanto riguarda l’edilizia sportiva, è stato ottenuto un finanziamento di 800.000 euro destinato alla riqualificazione della piastra di Madonna del Dossobuono, nell’ambito del progetto Sport Illumina, realizzato in collaborazione con Sport e Salute S.p.A. Il progetto prevede la realizzazione di campi da basket 3 contro 3, un’area parkour, un campo da pallavolo, uno spazio aggregativo con funzione di piazzetta, oltre alla sistemazione dell’area verde, al sistema di drenaggio delle acque e all’impianto di illuminazione.
È inoltre previsto un incarico tecnico legato al progetto SHINE sulle comunità energetiche, per un importo complessivo di 98.000 euro nel triennio 2026–2028”.
Il dibattito.
Il consigliere Nicolò Zavarise della Lega Veneta ha dichiarato la propria astensione sulla delibera in discussione, pur riconoscendone l’importanza, soprattutto per i 4,5 milioni destinati agli aumenti contrattuali e per gli investimenti su cultura e PNRR. “Tuttavia, - ha affermato - le dimissioni del presidente della Settima Circoscrizione non sono un fatto marginale: segnalano una mancanza di dialogo e di supporto tra Giunta e territori”.
“Sulla riqualificazione della piastra di Madonna di Dossobuono l’assessore – ha dichiarato il consigliere Francesco Casella del Pd - ha già chiarito bene contenuti e importanza dell’intervento. È un’opera attesa da molti anni, che restituisce finalmente uno spazio centrale a un quartiere spesso percepito come dimenticato. È un risultato concreto di questa amministrazione e un intervento che potrà essere aggiunto alle opere realizzate nella Quarta Circoscrizione”.
Per Paolo Rossi di Verona Domani “rivendicare risultati è legittimo, ma è altrettanto corretto ricordare che molte opere avviate in questi anni sono frutto di programmazioni precedenti. Anche eventi di grande rilievo, come la cerimonia olimpica legata ai Giochi, nascono da sinergie e scelte maturate nelle amministrazioni passate”.
Secondo Salvatore Papadia di Forza Italia il Sindaco avrebbe il dovere di intervenire per ricomporre le tensioni interne, in particolare rispetto alle criticità emerse in Settima Circoscrizione. “Quando un presidente segnala difficoltà nei rapporti con la Giunta, è responsabilità del primo cittadino favorire un chiarimento e ristabilire equilibrio”.
Con 21 Voti favorevoli e 6 astenuti è stata approvata la proposta di deliberazione n.7/2026 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE N. 7/2026 - attuazione urbanistica e PEBA.PUA in variante al PI 719_418 denominato "PUA 418" sito in B.go Milano via Gobetti-via Fiumi, ato 3, circ.3. approvazione PUA ex art. 20 co.8 ter lr n.11/2004 e relative opere di urbanizzazione primaria funzionali, variante urbanistica n. 53 al PI ex art.10 dpr 327/2001, apposizione vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità.
La vicesindaca con delega all’urbanistica, Barbara Bissoli, ha spiegato “che la Scheda Norma n. 418 che sta alla base del piano urbanistico attuativo (PUA) è stata introdotta con il Piano degli Interventi del 2011 ed è stata modificata con la Variante n. 29, che ha sostituito parte della superficie utile lorda residenziale (SUL) con una SUL commerciale. Le Società proprietarie hanno stipulato un nuovo accordo di pianificazione ai sensi dell'art. 6 della L.R. n. 11/2004 nel 2021 e hanno presentato la proposta di PUA a dicembre del 2021.
L'area oggetto del PUA in variante al PI, che approda in Consiglio comunale per l’approvazione, è situata tra Corso Milano,via Pietro Gobetti e via Lionello Fiumi; ha una superficie territoriale di mq 12.387 mq, di cui mq 4.540 destinati a standard a verde e parcheggi pubblici, piste ciclabili, strade e marciapiedi.
Le Sscietà proprietarie, oltre alla monetizzazione di una quota di standard a verde di mq. 548 e di 10 alberi su 120 della dotazione arborea, pari a circa € 85.000,00, che la conformazione e l'orografia dell'area rende impossibile realizzare, dovranno corrispondere la quota di contributo di sostenibilità ancora da versare pari ad € 106.551,00, avendo già corrisposto la maggior quota pari a € 369.000,00.
La proposta di PUA in variante al PI corredata dallo schema di convenzione urbanistica aggiornato è caratterizzata da una progettazione che si è dovuta confrontare con la irregolare conformazione dell'ambito e i notevoli dislivelli di quote al suo interno e che si è fatta carico di risolvere alcuni significativi nodi viabilistici. La dislocazione di edifici, aree pubbliche e private, viabilità, ecc. è stata studiata in modo tale da assecondare e compensare la conformazione dell'area, rispettando le distanze dagli insediamenti contermini e regolarizzando la viabilità.
Sottolineo che si tratta di un PUA in variante al PI per i seguenti elementi:
• regolarizzazione del sedime della via Fiumi e apertura sulla rotatoria su corso Milano che collegherà a monte viale Sicilia con corso Milano;
• regolarizzazione del sedime di via Gobetti;
• diversa dislocazione dell'area verde e deII'edificazione rispetto a quanto previsto dalla SN, per ottimizzare il disegno urbano rispetto alla conformazione irregolare dell'ambito, alle sue caratteristiche morfologiche e orografiche (grandi dislivelli e necessità di raccordo con un'area depressa che si attesta su viale Sicilia);
• approvazione della permuta di aree, necessaria per un migliore assetto planivolumetrico dell'ambito oggetto di PUA.
Dopo la pubblicazione della delibera di adozione del PUA, non sono pervenute osservazioni, mentre è proseguito l’iter con l’approvazione del RAP, l’acquisizione dei pareri VAS e VINCA, la verifica di conformità alla variante al PAT di adeguamento al PTCP e al PTRC e al Piano di classificazione acustica adottato, l’adeguamento della convenzione urbanistica con riferimento in particolare all’esatto computo del sommario di spese delle opere di urbanizzazione che ammontano a circa € 956.000,000, oltre a somme a disposizione, e al prezzo massimo di cessione delle unità abitative di ERS, ai sensi della L.R. n. 42 del 1999, di € 2.800,00 (corrispondente alla media aritmetica tra il prezzo minimo di € 2.525,47 e il prezzo massimo di € 3.081,20 per la tipologia in esame), quantificato dal progettista con perizia di stima giurata e ritenuto congruo da parte dell’Ufficio Estimo.
Aggiungo che, nel corso del procedimento volto all’adozione, il PUA aveva ottenuto dalla Circoscrizione III due pareri favorevoli accompagnati da osservazioni principalmente in merito alla viabilità della zona; le osservazioni presentate sono state demandate alla valutazione della competente Direzione Mobilità e Traffico in sede di conferenza dei servizi decisoria che ha condiviso, in particolare, la proposta di chiudere l’attuale ingresso da Corso Milano su Via Fiumi per garantire la sicurezza della nuova rotatoria. Le soluzione delle altre segnalazioni sulle condizioni della viabilità esistente (sensi di marcia, condizioni temporanee di disagio per cantieri, ecc.) sono state demandate, per quanto possibile, al procedimento di rilascio del pdc per la realizzazione delle opere di urbanizzazione.
Il PUA in variante prevede la realizzazione di:
• un edificio residenziale di massimo quattro piani, con mq 2.320 di SUL residenziale di cui 1.500 per Edilizia Residenziale Sociale (UMI 2), con accesso da Via Fiumi;
• un edifico a destinazione commerciale di mq 1.380 (per media struttura di vendita con sup. vendita minore di 1.500 mq), con accesso da Via Gobetti;
• un parcheggio pubblico P2 per la funzione commerciale di mq 2.585 (vincolato ad uso pubblico) e di uno per la funzione residenziale di mq 365 (in cessione);
• un'area a verde di mq 1.296, di cui mq 221 in cessione e mq 1.075 che il Comune acquisirà tramite permuta.
Arrivando alla conclusione che l’approvazione del PUA comporta il vincolo preordinato all'espropriazione per alcune modeste aree di terzi e che la procedura espropriativa è già stata attivata ai sensi del DPR 327/2000 mediante pubblicazione dell'avviso del procedimento diretto aII'apposizione del vincolo e non sono pervenute osservazioni”.
Comunicazioni.
Salvatore Papadia ha manifestato preoccupazione per le dimissioni del presidente della Circoscrizione 7^, Carlo Pozzerle ricordando che “parliamo di una persona che ha dato molto alla politica e alla comunità, svolgendo il proprio ruolo con buon senso, non certo per fare campagna elettorale”.
Paolo Rossi di Verona Domani è tornato sul tema delle dimissioni di Carlo Pozzerle: “Se un presidente di circoscrizione arriva a dimettersi per motivazioni politiche, lamentando mancanza di dialogo e risposte da parte della Giunta, è un segnale che merita attenzione. Episodi analoghi si sono già verificati, come nel caso della Fondazione Bentegodi”.
Sempre Rossi ha riportato le preoccupazioni di insegnanti e genitori per la demolizione del fabbricato vicino alle scuole Camozzini: “le misure adottate finora, come la sospensione dei lavori negli orari di ingresso e uscita e l’uso di nebulizzatori, non sono sufficienti. I teli di protezione sono troppo bassi rispetto all’altezza dell’edificio in demolizione e la polvere continua a raggiungere la scuola, tanto che i bambini non possono nemmeno uscire in cortile”.
La consigliera Chiara Stella di Dts, Damiano Tommasi Sindaco, è invece intervenuta per sottolineare quanto recentemente dichiarato in una intervista dal procuratore Raffaele Tito che “dopo una lunga carriera in magistratura, lascia il suo incarico a Verona con parole che devono far riflettere. Ha più volte chiesto maggiori risorse e l’istituzione della Direzione Investigativa Antimafia in città, ma a fronte di molti proclami, gli aiuti concreti sono stati limitati”.
Il consigliere Didonè Lorenzo di Dts ha riportato i risultati di una ricerca di Acli, NeXt Economia e dell’Università Tor Vergata di Roma, il rapporto “Quando i soldi non bastano”, che evidenzia un razionamento sanitario implicito nel nostro Paese.
“I cittadini con redditi più alti – ha detto Didonè - spendono fino a quattro o cinque volte in più in sanità privata rispetto a quelli con redditi bassi, spesso costretti a rinunciare alle cure a causa di liste d’attesa e carenze nei servizi. Il dato che oltre la metà dei contribuenti a reddito più basso non dichiari alcuna spesa sanitaria privata è preoccupante e segnala un problema di accesso. È necessario che anche a livello regionale si rifletta su questi dati per individuare interventi concreti che riducano le disuguaglianze e rafforzino davvero la sanità territoriale”.

