VIDEO | L'empatia alla base dell'alleanza terapeutica, proposta di legge su iniziativa di AMMI
Le chiusure della città per la grande cerimonia olimpica non hanno impedito la grande affluenza al Convegno promosso da AMMI Verona, Donne per la Salute, al Circolo Ufficiali di Verona, su un argomento che riguarda tutti: empatia, ascolto e comunicazione alla base dell’alleanza medico paziente, oggi un tema centrale per la sanità.
Sarà questo il valore aggiunto del medico in un mondo dominato da algoritmi, big data e intelligenza artificiale. La relazione di cura sta cambiando: dal modello paternalistico verso forme di decisione condivisa, in cui medico e paziente collaborano nella scelta delle opzioni terapeutiche, integrando conoscenze scientifiche, valori e preferenze della persona. La capacità di ascolto e comunicazione ricoprono primaria importanza: possono davvero fare la differenza nei processi di cura e condizionare la maggiore o minore efficacia delle terapie.
Per questo l’urgenza, oggi, è quella di formare medici capaci di usare l’empatia come competenza professionale: capire la malattia con gli occhi del paziente migliora diagnosi, aderenza alle cure e riduce anche il burnout. L’empatia va insegnata in modo strutturato e obbligatorio già all’università, e coltivata nel tempo. Da questa consapevolezza, è nata l’idea della dott.ssa Marzia Strabbioli Castellarin, presidente di AMMI Verona, di affrontare questa tematica, portata avanti anche dalla rete AMMI nazionale, sviluppandola in un importante progetto assieme alla dott.ssa Vania Braga, Responsabile Centro Osteoporosi ULSS 9, in collaborazione col direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Verona, presieduto dal prof. Alfredo Guglielmi. Oggi, su iniziativa dell'AMMI nazionale, è in essere una proposta di legge alla Camera dei Deputati.
Tante socie AMMI, medici, ma anche istituzioni, realtà sanitarie, ordini professionali, sono stati coinvolti nel convegno su questa tematica così sentita e partecipata (patrocinato da: Comune di Verona, Università di Verona - Facoltà di Medicina e Chirurgia, ULSS 9 Scaligera, AOUI Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Verona, Ordine dei Farmacisti della Provincia di Verona, FEDER.S.P.EV., DIOCESI di Verona, RIDOPE ONLUS Ass. per la ricerca contro il Dolore Pelvico Cronico, Ass. La Cura Sono lo col contributo di HDI Assicurazioni), che ha visto anche la consegna del Premio AMMI Donna per la Salute, alla sua terza edizione, a Maria Teresa Ferrari, “voce del paziente” nell’ambito del convegno, fondatrice dell’associazione La Cura Sono Io, “pioniera nell'evidenziare il potere che ha la bellezza nella cura, ha saputo trasformare l'esperienza della malattia oncologica in capacità di resilienza e aiuto alle donne”.
Dopo i saluti della Presidente e dei rappresentanti degli Ordini professionali presenti, l’assessora alle politiche sociali e al terzo settore del Comune di Verona, Luisa Ceni, ha sottolineato come promuovere una riflessione su questi temi significa sostenere una medicina più umana e una società in cui le donne sono sempre più protagoniste della salute e della cura, mentre Annamaria Molino, consigliera comunale e vice presidente nazionale dell’associazione Rete Città Sane dell’Oms, ha ribadito come oggi il paziente è un soggetto attivo, informato e coinvolto nelle scelte sulla propria salute. Dall’importante approfondimento degli aspetti etico, filosofico e umanistico dell’atto di “prendersi cura del paziente” tenuto da Luigina Mortari, prof. Ordinario di Psicologia generale e sociale - Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Verona, alle analisi e proposte per il futuro dei giovani medici, affrontati da Antonio Lasalvia, prof. Associato di psichiatria Università di Trento e da Maria Grazia Romanelli, Ordinario di Biologia, Presidente del Collegio didattico di Medicina e Chirurgia e Prorettrice per la didattica Università di Verona. “Accanto alle competenze biomediche, diventano sempre più centrali le competenze relazionali, etiche e narrative, - sottolinea La Salvia - che permettono di comprendere la persona oltre la malattia e di costruire una vera alleanza terapeutica”. L’empatia va insegnata in modo strutturato e obbligatorio già all’Università, e coltivata nel tempo: di primaria importanza è rafforzare nei corsi di laurea la formazione alla comunicazione e alla relazione. “Bisogna interrogarsi anche sui criteri di accesso ai corsi di laurea in Medicina, che da molti anni – rileva Romanelli - privilegiano quasi esclusivamente le discipline scientifiche di base – matematica, fisica, chimica e biologia – mentre la dimensione umanistica rimane marginale.” Serve una nuova “postura etica”: perché una buona cura nasce prima di tutto da un rapporto di fiducia tra medico e paziente.
A MARIA TERESA FERRARI IL PREMIO “DONNA PER LA SALUTE” AMMI VERONA
È stato conferito a Maria Teresa Ferrari, fondatrice dell’associazione “La Cura Sono Io”, il Premio “Donna per la Salute 2025”, promosso da AMMI-Donne per la Salute, Sezione di Verona “per aver saputo trasformare l’esperienza della malattia oncologica in capacità di resilienza e aiuto alle donne. Pioniera nell’evidenziare il potere che ha la ‘bellezza’ anche nella cura, nonostante”. Ha sempre sostenuto la bellezza e la creatività come fedeli alleate, Maria Teresa Ferrari, in cura dal 2015 per diverse patologie, non solo oncologiche. Giornalista e curatrice culturale, Ferrari ha contagiato con la sua esperienza di vita e di malattia molte donne, dando vita a una community spontanea, che ha posto le basi per la nascita nel 2017 dell’associazione al fianco delle donne che vivono il suo stesso percorso di cura. Tanti i riconoscimenti avuti per le numerose attività finalizzate a supportare le donne con testimonianze, incontri, video ma anche con strumenti concreti e innovativi progetti - dalla cultura ai servizi pratici concentrati in uno sportello oncologico - e un’abbondante dose di creatività, arte e cura di sé.

