Attualità di Redazione , 23/02/2026 10:30

"La scuola al centro", il progetto del Comune entra nel vivo

Foto di archivio di una classe

Entra nel vivo il progetto presentato nel novembre scorso e che il Comune di Verona, in qualità di capofila, coordina grazie al sostegno di Fondazione Cariverona (Bando Direzione Giovani 2024). Ed è la scuola la protagonista con le prime azioni di formazione e riflessione che mettono al centro il concetto di cura e comunità educante, concetti chiave per “Come il vento che corre la terra”.

Il corpo docente, con i primi incontri svolti a gennaio, è al centro del percorso “Una scuola capace di far fiorire i talenti” a cura del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona: educazione etica ed educazione affettiva sono le parole strategiche intorno alle quali è costruito il viaggio che docenti dell’ateneo veronese hanno appena avviato. E si concluderà con laboratori nei quali i/le insegnanti intrecceranno le competenze maturate durante il corso con l’expertise professionale, disciplinare e didattica, in vista di una spendibilità nelle proprie classi. Obiettivo: permettere ai e alle docenti di praticare la cura nella sua forma più alta e generativa.

“Se l’impegno a conoscere se stessi/e rappresenta una condizione fondamentale per imparare ad aver cura di sé, i contesti educativi che si propongono un tale obiettivo necessitano di metodi e strategie” affermano i docenti del team di lavoro, tra cui Marco Ubbiali e Federica Valbusa “e, come suggerito dal quadro pedagogico delineato dalla normativa di riferimento per il primo ciclo di istruzione, le dimensioni esistentive cui la scuola deve prestare attenzione includono quella cognitiva, etica, affettiva, corporea, estetica e spirituale e a scuola vanno implementate le strategie educativo-didattiche che promuovono la riflessività. Per raggiungere questo obiettivo è necessario puntare sul coinvolgimento e la formazione del corpo insegnanti verso forme di accompagnamento che aiutino a costruire classi intese come propulsori di cura”.

Avviato, poche settimane fa, anche il percorso sperimentale a cura dell’attrice veronese Rosanna Sfragara con la collaborazione di Francesca Ravagnani, artista visiva e danzatrice somatica insieme a Il Giardino dei Linguaggi, dal titolo “Qualcosa di molto piccolo che contiene una cosa molto grande”. Due anni con la IV A della scuola Ippolito Nievo di Verona, e con il corpo docente coordinato da Elisabetta Zampini, per accompagnare le bambine e i bambini alle soglie della scuola secondaria e del delicato passaggio alla pre-adolescenza che prevede una ridefinizione dell’immagine di sé.  A partire da “Parole e sassi, la storia di Antigone per le nuove generazioni” del Collettivo Progetto Antigone la classe e le insegnanti indagheranno la figura paradigmatica di Antigone che il poeta greco Sofocle definisce autònomos, colei che si dà le leggi da sé, “Il tutto per noi è radicato in un anomalo progetto femminile di teatro e impegno civile al cui cuore sta il singolare binomio infanzia/tragedia greca – spiega Sfragara - siamo diciannove attrici, ognuna nella propria regione che, solo con un piccolo patrimonio di sassi, raccontano una storia paradigmatica alle nuove generazioni, che a loro volta la racconteranno ad altri. Il percorso disegnerà traiettorie inedite tra scuola, famiglia e città”.

Grande soddisfazione per Elisa La Paglia Assessora alle politiche educative e scolastiche del Comune di Verona “come istituzione crediamo fortemente nel progetto di cui siamo capofila perché imparare ad avere cura di sé fin da piccoli permetterà ai giovani di oggi di essere adulti consapevoli e accudenti nel domani. “Come il vento che corre la terra”, cui collaborano numerosi partner fondamentali per la buona riuscita delle azioni previste, mira a fornire delle mappe ragionate e co-progettate per costruire comunità educanti attive e partecipative in cui scuola, istituzioni, famiglie e cittadinanza tutta superino le barriere delle diseguaglianze e gli stereotipi compiendo un percorso condiviso capace di orientare al cambiamento”.

Il progetto “Come il Vento che Corre la Terra” in sintesi

Il progetto mira a costruire sul territorio una comunità educante che, ispirata al principio di cura, sia in grado di offrire ai bambini e alle bambine opportunità per apprendere ad aver cura di sé, per la scoperta, la coltivazione e la fioritura dei propri talenti e per lo sviluppo delle competenze necessarie ad orientarsi, in modo consapevole, autonomo e critico, nelle complessità del tempo attuale. Particolare riguardo sarà dato all’abbattimento delle disuguaglianze di genere che, come nel campo delle STEAM, affondano le proprie radici nei primi anni della formazione.

Il tutto nasce dalla collaborazione tra diversi partner guidati dal Comune di Verona – Assessorato alle politiche educative che nel 2024 ha analizzato un contesto locale che conta sul territorio comunale oltre 12.200 bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni di cui oltre il 51% maschi e oltre il 48% femmine, con un 23,3% senza cittadinanza italiana e con la maggiore concentrazione (23,7%) residente in terza circoscrizione, zona ovest della città e solo il 6,9% nella zona nord est.

Rilevato come preoccupante il problema della dispersione scolastica: dal monitoraggio sulla dispersione scolastica effettuato dalla Direzione Servizi Formativi e dell’Istruzione del Comune emerge che l’abbandono scolastico è incostante aumento ed è presente maggiormente nei quartieri come Borgo Roma; Borgo Venezia, San Michele; Borgo Nuovo; Santa Lucia; Golosine. Il fenomeno ha molteplici cause e fattori critici, tra cui prevalente il disagio socio-familiare, i casi di disagio psichico e il disagio scolastico. Le famiglie con difficoltà finanziarie nel 2024 sono state il 26 % dei casi; il disagio sociale costituito da problemi familiari e difficoltà relazionali che influenzano negativamente la motivazione e la frequenza scolastica nel 2024 ha toccato il 20% dei casi.

Il raccordo tra enti, scuola e famiglie diventa, quindi, la chiave di volta per un futuro inclusivo e con una grande attenzione ai bisogni dei più piccoli attraverso percorsi formativi e collaborativi in cui docenti, famiglie, bambine e bambini diventino protagonisti del cambiamento. Serviva, dunque, un progetto inclusivo che sviluppasse il pensiero critico, superando gli stereotipi di genere e che tenesse conto del concetto di filosofia della cura e conoscenza del sé nonché dello sviluppo di capacità e talenti legati alle materie STEAM.

Responsabilità, consapevolezza, autonomia e cura alcune delle parole chiave che guidano le azioni che si svilupperanno su due annualità con tre principali aree di intervento: Potenziamento della Scuola: formazione specifica per insegnanti, curata dall'Università di Verona, per adottare metodi didattici basati sulla filosofia della cura e sulla promozione della riflessività. Prevede co-progettazione di laboratori con alunni e alunne, anche in materie STEAM.

Pratiche e Relazioni: sperimentazione di pratiche formative, teatrali ed espressive focalizzate sul linguaggio, l’ascolto, l'esperienza corporea e i linguaggi dell'arte, rivolte a scuole e famiglie, con l'obiettivo di costruire ambienti inclusivi e liberi da condizionamenti di genere. Inclusi laboratori su corpo, voce e relazioni in Biblioteca Civica, cicli di incontri sugli stereotipi di genere per genitori e bambini/e insieme e un percorso per madri e figlie (10-11 anni) sulla ciclicità femminile.

Comunità Educante: verranno organizzati eventi pubblici, conferenze, spettacoli e una mostra itinerante per la diffusione in progress dei percorsi e dei loro risultati.