Attualità di Redazione , 19/02/2026 13:03

Turismo, numeri in crescita per il Lago di Garda nel 2025

Lazise
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“I dati diffusi dalla Regione Veneto confermano quello che avevamo già visto nei nostri consuntivi. Il 2025, a livello occupazionale, ricalca il 2024 ed è quindi da considerarsi una stagione estremamente positiva. In alcuni comuni abbiamo anche registrato piccoli incrementi, un segnale che il mercato è solido e che il Garda continua ad attirare”. 
Così, il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Ben, commentando i dati ufficiali della Regione Veneto sul turismo 2025, che - evidenzia una nota dell’associazione -  mettono nero su bianco sensazioni che sul Garda erano già chiare a fine stagione. “Il Lago ha chiuso l’anno senza sorprese negative, con risultati in linea con il 2024 e, in diversi comuni, con qualche punto percentuale in più. Una stagione che ha retto nonostante da alcune parti si dicesse il contrario e che, dunque, conferma la solidità di una destinazione capace di restare attrattiva anche in un contesto non semplice” ha sottolineato De Beni. Nei comuni gardesani il confronto tra 2025 e 2024 mostra un andamento complessivamente stabile, con alcuni piccoli incrementi.
Lazise ha registrato nel 2025 3.948.947 presenze, a fronte delle 4.052.124 del 2024. Il dato evidenzia una sostanziale tenuta su volumi molto elevati, dopo un biennio di forte crescita rispetto al periodo pre-2023. A Bardolino nel 2025 le presenze sono arrivate a 2.520.308. Sostanzialmente stabile Peschiera del Garda che chiude il 2025 con 2.534.053 presenze. 
A cambiare è soprattutto il mix dei mercati. Il tradizionale mercato tedesco mostra un lieve rallentamento, ma la flessione è stata compensata dal ritorno degli inglesi e, soprattutto, dalla crescita dei Paesi dell’Est Europa. Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Romania si stanno affacciando con sempre maggiore continuità sul Garda.
“Non è un fenomeno casuale - evidenzia De Beni. Negli ultimi dieci anni il Veneto ha costruito rapporti economici molto forti con questi Paesi. Le relazioni sviluppate dalle nostre imprese si riflettono oggi anche sul turismo e rendono il lago una meta sempre più familiare per questi mercati”.
Lo sguardo è già rivolto alla stagione 2026, che partirà a marzo. I primi segnali che arrivano dalle prenotazioni sono incoraggianti: in molte strutture del Garda è già stato venduto circa il 50 per cento della disponibilità.
“È presto per sbilanciarsi”, precisa il Presidente, “perché una stagione turistica dipende da tante variabili. Ma i segnali sono buoni e ci fanno pensare a un avvio interessante”.
Il 2025 conferma infine una dinamica ormai strutturale: la partita si gioca sempre più sul last minute. Le prenotazioni arrivano in momenti diversi, ma una quota decisiva dei flussi si concentra sotto data.
“Molti attendono l’ultimo momento anche per una questione di meteo”, conclude De Beni -. Si cerca di ridurre il rischio di trovare brutto tempo, ma pesano anche le incertezze legate al contesto internazionale. Le crisi geopolitiche e i timori per i rincari, rendono le decisioni più caute. È una realtà con cui il Garda convive ormai da tempo e alla quale ha saputo adattarsi”.