Attualità di Redazione , 13/02/2026 8:54

Da Verona un messaggio al mondo: la Radio unisce, ieri come oggi

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Il 13 febbraio è stato scelto come data simbolica perché ricorda il giorno in cui le Nazioni Unite istituirono il servizio di Radio delle Nazioni Unite nel 1946. Su proposta dell’UNESCO, la Conferenza Generale adottò la risoluzione 36 C/63 e, nel novembre 2011, tutti gli Stati membri proclamarono ufficialmente la Giornata Mondiale della Radio, invitando l’intero sistema delle Nazioni Unite a celebrarla come strumento di dialogo, pace e cooperazione. 

Quest’anno la ricorrenza assume un significato ancora più speciale per l’Italia: si celebrano infatti i 50 anni delle radio libere, nate tra il 1975 e il 1976. Emittenti pionieristiche come Radio Parma, Radio Milano International e Punto Radio segnarono la rottura del monopolio della RAI, aprendo la strada al pluralismo radiofonico. Furono anni di coraggio e sperimentazione: la musica rock, i cantautori, il linguaggio diretto e libero diventarono simboli di una nuova stagione culturale, capace di dare voce a una generazione e di trasformare per sempre il modo di comunicare.

Anche Verona custodisce un patrimonio unico legato alla storia della radio. Grazie all’impegno della famiglia Chiantera e del Museo della Radio, in sinergia con le amministrazioni locali, è conservata l’“antenna universale” attribuita al genio del Nobel bolognese Guglielmo Marconi, pioniere della tecnologia radiofonica. Nella galleria museale di Piazza Brà vive e si racconta una memoria preziosa: quella di una scoperta che ha unito continenti, culture e popoli.

Da Verona, nella Giornata Mondiale della Radio, possa dunque levarsi un messaggio di libertà, coesione e dialogo globale. Che la radio continui a essere, come la immaginava Marconi, uno strumento per unire e non per dividere, per costruire ponti e non muri, per dare voce alla pace nel mondo.