Consiglio Comunale: approvato nuovo Statuto Agec. E polemica della minoranza che esce dall'aula

Nel Consiglio Comunale di giovedì sera è stato approvato il nuovo Statuto di Agec. Prima delle proposte di deliberazione, la minoranza per protesta contro la gestione delle domande di attualità è uscita dall’aula.
La proposta di deliberazione n. 99/2025 sulla revisione complessiva di Agec è stata approvata con 22 voti favorevoli e 1 astenuto. Il sindaco ha aperto illustrando il lungo percorso di revisione dello Statuto di AGEC, necessario perché l’azienda, nata negli anni ’90, oggi gestisce una pluralità di servizi pubblici (edilizia, cimiteri, mense, farmacie, Torre dei Lamberti, musei, impianti sportivi). La riforma chiarisce la natura di AGEC come ente pubblico con rilevanza economica e imprenditoriale, rafforza il ruolo del direttore generale, introduce la figura del vicedirettore, definisce meglio regolamenti e competenze, consente fino al 20% di attività anche fuori Verona e disciplina strumenti di risanamento in caso di difficoltà.
“Un punto centrale riguarda il riconoscimento di un compenso agli amministratori: essendo AGEC un’azienda speciale, è legittimo prevederlo, evitando rilievi della Corte dei Conti. Il Consiglio comunale fisserà il tetto complessivo, mentre il sindaco ne definirà la ripartizione” ha concluso Damiano Tommasi.
Nel dibattito, i consiglieri Beghini e Cugini sottolineano il valore politico della riforma, che rende Agec più moderna, solida giuridicamente e capace di rispondere meglio ai bisogni della città, in particolare sull’emergenza abitativa. Viene rimarcata anche l’importanza di riconoscere adeguatamente il lavoro di chi governa un ente che gestisce un patrimonio pubblico così rilevante.
Il sindaco ha confermato la volontà politica di riconoscere i compensi, precisando però che l’applicazione potrebbe avvenire dalla prossima consiliatura per evitare profili di contestabilità.
Poi con 22 voti favorevoli e 1 astenuto è stata approvata le delibera n.2/2026, Bando Pr Veneto Fesr 2021-2027, azione relativa riutilizzo efficiente delle risorse attraverso l'economia circolare con l’ assegnazione al Consiglio di Bacino Città di Verona di un contributo di 3 milioni di euro per la realizzazione del progetto di "digitalizzazione dei servizi di gestione rifiuti nella citta di Verona".
“La delibera valorizza il lavoro congiunto tra Comune e AMIA – ha spiegato l’assessore all’ambiente Tommaso Ferrari - che ha permesso di presentare un progetto risultato secondo in Regione e primo per finanziamento nel bando FESR. Le risorse europee sosterranno investimenti tecnologici per il nuovo sistema di raccolta”.
IL DIBATTITO PRIMA DELL'ABBANDONO DELLE MINORANZE
La Vicepresidente della lista Tosi, Anna Bertaia ha chiesto se l’Amministrazione comunale sia formalmente informata circa l’utilizzo effettivo dell’immobile in via S. Angela Merici nella zona Filippini, gestiti da Caritas. L’assessora alle politiche sociali e abitative e al terzo settore, Luisa Ceni ha replicato che “non siamo stati formalmente informati sull'utilizzo effettivo dell'immobile. A tal proposito abbiamo quindi provveduto a chiedere agli uffici competenti, che sono la direzione del Suap e del Suep, di effettuare le opportune verifiche”.
Bisinella della lista Fare! ha richiesto chiarimenti sul “ponte di Banda” tra Santa Maria in Stelle e Quinto che sarebbe sostituito da una passerella ciclo-pedonale del costo di 575mila euro. L’assessore alle strade e ai giardini, Federico Benini, ha spiegato che “Il ponte di Banda è stato spazzato via cinque anni fa. Abbiamo scelto di non limitarci a una semplice passerella pedonale, ma di creare un collegamento vero tra Santa Maria in Stelle e Quinto, per pedoni e biciclette. Le prescrizioni del Genio Civile impongono però che l’opera sia realizzata almeno un metro e mezzo sopra l’alveo, rendendo l’intervento più complesso e costoso. L’obiettivo è arrivare al finanziamento completo dell’opera. I progetti inseriti nel DUP sono in teoria garantiti, ma dal punto di vista tecnico-finanziario serve attendere l’avanzo per verificare la possibilità di coprire l’intero importo. L’orizzonte temporale è quello della fine del 2027”.
Ancora Ceni in merito alle delucidazioni chieste da Patrizia Bisinella della liste Fare! sulla situazione di degrado, pericolosità e sporcizia nell’hotel Valpantena tra Poiano e Quinto, ha spiegato che “La Prefettura, che gestisce direttamente il CAS dell’ex Hotel Valpantena, ha comunicato che il commissariamento si è concluso a dicembre 2024 con l’affidamento del servizio a una cooperativa tramite gara pubblica. Come comunicato dalla Prefettura su richiesta del Comune, l’attuale gestione opera secondo il capitolato ministeriale e, allo stato, non risultano segnalazioni di disservizi o criticità. In particolare, la raccolta dei rifiuti avviene regolarmente tramite i cassonetti e il servizio dell’azienda municipalizzata. La Prefettura conferma infine un monitoraggio costante dei CAS, anche con ispezioni e, se necessario, interventi sanzionatori.
I consiglieri Nicolò Zavarise e Patrizia Bisinella hanno chiesto al Sindaco chiarimenti su criteri adottati per la concessione di spazi comunali al fine di garantire trasparenza, imparzialità e corretto uso delle strutture pubbliche in particolare nei periodi referendari in cui la norma impone particolari limiti. Data la concessione di una sala ad un Comitato per il No al referendum di marzo.
“Va chiarito – ha spiegato il Sindaco - che non c’è stata alcuna volontà di favorire una posizione rispetto a un’altra. La Sala Delaini, a dicembre, ha ospitato anche l’Associazione Barbieri per la presentazione del comitato per il Sì, a dimostrazione di un uso equilibrato degli spazi. Informo che, ad oggi, non è mai esistito un regolamento specifico per l’utilizzo delle sale comunali. Lo stiamo redigendo proprio ora, perché stiamo colmando un vuoto che non era mai stato affrontato: sarà uno strumento chiaro, ricorribile e trasparente, utile sia agli uffici sia a chi richiede gli spazi. La richiesta fatta da parte della segreteria dell’assessore Buffolo è avvenuta attraverso il canale corretto.
La prenotazione della sala viene messa al vaglio dell’autorizzazione dell’ufficio stampa nel caso ci sia una richiesta di conferenza stampa, altrimenti l’ufficio stampa dà il nulla osta segnalando semplicemente se la stessa è libera o occupata nell’orario richiesto. La sala, peraltro, non è stata utilizzata dall’assessore Buffolo, ma da chi ha poi convocato la stampa. Ci impegniamo ad arrivare rapidamente all’approvazione del regolamento, soprattutto in una fase elettorale in cui servono criteri ancora più chiari. Ricordo che altri enti, come la Provincia durante le regionali, hanno interpretato la normativa consentendo l’uso delle sale, distinguendo tra comunicazione istituzionale dell’ente e mera messa a disposizione degli spazi. Anche questa è un’interpretazione legittima che abbiamo applicato. È evidente che, se la richiesta avesse esplicitato fin dall’inizio la natura di conferenza stampa, gli uffici avrebbero potuto fornire una risposta diversa anche all’associazione che si è poi presentata nella sala. Nello stesso giorno è pervenuta un’altra richiesta, esplicitamente per una conferenza stampa, e gli uffici hanno applicato le regole vigenti in materia di propaganda elettorale. È qui che si è generato un qui pro quo: la richiesta per la sala della Segreteria dell’assessore Buffolo è arrivata senza indicare che si trattasse di una conferenza stampa, attivando così una procedura diversa, basata sull’ipotesi che non vi fosse attività di comunicazione politica. Quanto accaduto nasce quindi da una diversa modalità di richiesta, non da una scelta di merito o da una preferenza politica.”
Ulteriori ComunicazionI:
La consigliera Annamaria Molino, vice presidente nazionale della Rete Italiana Città Sane, ha fatto dono di due volumi, edizioni 2023 e 2024 della rivista Il Fracastoro, atti della Scuola Superiore di Formazione in Geriatria, giunta alla trentesima edizione. È un omaggio del direttore, professor Grezzana. La scuola, promossa da AOUI e ULSS 9 con il patrocinio del Comune, conta 750 iscritti ed è un’esperienza di grande successo. La rivista rappresenta un contributo scientifico e culturale di valore, testimonianza dell’impegno nella formazione continua in un ambito sempre più centrale per una città che invecchia, con contenuti utili anche oltre la sfera sanitaria”.
LA NOTA POLEMICA DI ZAVARISE
«Le parole di ieri del Sindaco in Consiglio comunale sono l’ennesima giustificazione politica di comportamenti inaccettabili. Ancora una volta il primo cittadino sceglie di coprire l’operato di un assessore che agisce come se le regole fossero un fastidio opzionale e non un vincolo istituzionale». Così Nicolò Zavarise, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, dopo lo scontro avvenuto in Aula.
Il consigliere leghista accusa: «Sulla concessione di una sala comunale a un Comitato per il No in pieno periodo referendario, avvenuta per intercessione dell’assessore Buffolo in palese contrasto con la par condicio, il Sindaco minimizza appellandosi a prassi informali, ambigue e facilmente aggirabili».
«Di fronte a risposte evasive -continua Zavarise- ho chiesto la sospensione della seduta per un confronto ulteriore col Sindaco. La richiesta è stata respinta. A quel punto le opposizioni hanno abbandonato l’Aula, un gesto inevitabile, perché quando si rifiuta persino il confronto istituzionale non siamo più davanti a una maggioranza che governa, ma ad un apparato che censura ciò che gli è scomodo».
Secondo Zavarise, «il problema ha un nome e un cognome: l’assessore Buffolo, che non è nuovo a questi comportamenti. Lo dimostrò anche quando, in occasione delle Pasque Veronesi, tentò di negare lo svolgimento della manifestazione, travalicando prepotentemente le proprie funzioni, tanto che fu necessario l’intervento di un dirigente comunale per rimediare a un atto politicamente arrogante e istituzionalmente scorretto. E adesso la storia si ripete: ciò che serve alla loro ideologia viene esaltato, ciò che disturba viene nascosto o cancellato. Un assessore non può comportarsi come se le regole valessero solo quando fanno comodo – conclude Zavarise – e un Sindaco che minimizza o giustifica se ne assume la piena responsabilità politica. Questa è un’Amministrazione in cui l’arroganza prevale sulle regole. Il silenzio non è neutralità: il silenzio è complicità».
LA NOTA POLEMICA DI BISINELLA
“Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, di fronte al caso Buffolo, il Sindaco ha scelto una linea che lascia profondamente perplessi. Con evidente imbarazzo, ha provato a difendere l’indifendibile, minimizzando un atteggiamento che invece riteniamo grave e politicamente inaccettabile.” Così Patrizia Bisinella (Fare con Tosi) circa il Consiglio Comunale di ieri.
"Non si tratta di una questione personale, né di una polemica strumentale. Qui è in gioco il rispetto delle Istituzioni, delle regole e delle leggi, oltre che della consapevolezza del ruolo che ciascuno ricopre in un’Istituzione. Il comportamento di Buffolo non può essere liquidato come un episodio marginale o una leggerezza: parliamo di fatti che richiedevano una presa di posizione chiara, netta, inequivocabile. Proprio per questo, di fronte alle parole del Sindaco, l’intera opposizione ha scelto di uscire dall’aula per protesta. Un gesto forte, ma necessario, per segnalare in modo evidente la distanza da una difesa che non poteva e non doveva esserci. Restare in silenzio avrebbe significato avvallare una posizione che riteniamo sbagliata e pericolosa sul piano istituzionale. Il Sindaco, per mandato e responsabilità, è chiamato a essere garante della legalità e del rispetto delle Istituzioni. È su questo piano che la sua risposta risulta deludente. Comprendiamo l’imbarazzo politico e umano di trovarsi a gestire una situazione scomoda, ma una cosa è comprendere il disagio, altra è arrivare a difendere o giustificare comportamenti che non dovrebbero trovare alcuna attenuante, ossia l’uso a propri fini personali e propagandistici dell’ente comunale. Ci saremmo aspettati parole diverse. Una condanna ferma, una presa di distanza chiara, un segnale forte rivolto alla città e al Consiglio comunale. Nulla di tutto questo è arrivato. Al contrario, si è scelta la strada della minimizzazione, che rischia di passare un messaggio sbagliato: che certi comportamenti possano essere tollerati, se non addirittura giustificati.
"La politica - conclude Bisinella - deve saper dire dei no, soprattutto quando è difficile farlo. La credibilità delle Istituzioni si misura anche da questi passaggi. E ieri, purtroppo, è mancata un’occasione importante per dimostrarlo.”

