Attualità di Redazione , 07/11/2025 18:20

Caso Aptuit: l'azienda, Lav e Oipa commentano l'udienza penale al Tribunale di Verona

Aptuit
Aptuit

In merito all’udienza del procedimento penale a carico dell’allora amministratore delegato e della veterinaria di Aptuit, tenutasi oggi al Tribunale di Verona, Aptuit non commenta per rispetto le scelte personali degli imputati, che hanno fatto istanza di riti alternativi.

Precisa tuttavia che dal punto di vista tecnico le istanze di patteggiamento e messa alla prova non equivalgono ad alcuna assegnazione di responsabilità per gli imputati e per l’azienda, che prosegue la sua attività di ricerca per scoprire e sviluppare, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative etiche, nuove terapie per malattie rare e incurabili.

"Il Codice di Procedura Penale infatti, dopo la Riforma Cartabia, esclude esplicitamente che il patteggiamento equivalga a una condanna utilizzabile come prova di colpevolezza fuori dal processo penale. Attribuire agli imputati l’ammissione di responsabilità penali è tecnicamente errato e anche inopportuno sul piano personale, in particolare da parte di chi pretende di ricavarne un vantaggio" si legge nella nota di Aptuit.

Aptuit ricorda che la sperimentazione animale rappresenta ancora un pilastro fondamentale degli studi biomedici e farmacologici, oltre che essere un obbligo di legge per lo sviluppo di nuovi farmaci. Nonostante ciò, Aptuit insieme a tutta la comunità scientifica è fortemente impegnata nello sviluppo di metodi alternativi, ma, allo stato attuale, questi non sono ancora in grado di riprodurre la complessità di un organismo vivente.  

OIPA

Nel corso dell’udienza di oggi, l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) è stata ammessa come parte civile nel procedimento penale relativo al caso Aptuit, la multinazionale di Verona finita sotto accusa per presunti maltrattamenti di animali utilizzati a scopo scientifico. Ad essere imputati sono l’allora rappresentate legale e la veterinaria responsabile del benessere degli animali coinvolti.

"Il legale rappresentante dell’azienda ha avanzato richiesta di patteggiamento, mentre la veterinaria coinvolta ha presentato istanza di messa alla prova. In merito alla posizione di quest’ultima, il giudice si pronuncerà nella prossima udienza sulla congruità del programma riparativo proposto. Sul punto, l’OIPA ha depositato delle memorie finalizzate a sostenere la gravità delle imputazioni contestate, auspicando in un differente esito giudiziario" si legge nella nota dell'Oipa.

L’OIPA, che segue la vicenda fin dall’inizio e lavora in prima linea per ottenere giustizia per gli animali coinvolti, ribadisce la necessità di garantire il rispetto della normativa vigente e di promuovere metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale. “La nostra presenza in questo processo ha lo scopo di dare voce agli animali e far sì che casi come questo non si verifichino più. Continueremo a seguire con attenzione il caso, affinché venga fatta piena giustizia," afferma l'Avv. Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italia.

LAV

"Seppur esigua la pena di 6 mesi, il dato da leggere concretamente è che c’è stata nei fatti un’ammissione di responsabilità di quanto avviene all’interno degli stabulari di Apuit. LAV non si fermerà affinché anche l’ultimo animale verrà liberato dalle violenze della vivisezione” ha dichiarato Michela Kuan, biologa e responsabile scientifica dell’area ricerca senza animali di LAV.

“Ci auguriamo che queste prossime udienze segnino un nuovo, importante risultato per la tutela degli animali ancora impiegati nei laboratori, garantendo almeno il pieno rispetto della normativa vigente, senza alcuna deroga” ha concluso Kuan di LAV.