Ecco i ristoranti top del Gambero Rosso: il miglior cuoco emergente è di Verona

La cucina nelle sue diverse espressioni - dalla trattoria al fine dining fino agli italiani all'estero - viene premiata quest'anno dalla Guida Ristoranti d'Italia 2026 del Gambero Rosso, che porta a 55 i ristoranti premiati con le "Tre Forchette" con un terzetto di testa che vede il grande ritorno al vertice di Massimo Bottura di Osteria Francescana a Modena, accanto a Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo ad Alba (Cuneo) e Niko Romito del ristorante Reale a Castel di Sangro (L'Aquila), premiati con 97 centesimi, massimo rating, dalle curatrici della trentaseiesima edizione Valentina Marino e Annalisa Zordan.
Cinque sono le nuove Tre Forchette: Contrada Bricconi a Oltressenda Alta (Bergamo), Il Luogo Aimo e Nadia a Milano, Villa Maiella a Guardiagrele (Chieti), Zia a Roma, e Marotta a Castel Campagnano (Caserta), mentre escono dalla schiera Del Cambio a Torino e Andreina a Loreto. A sorpresa una trattoria bresciana è il "miglior Ristorante dell'anno": è La Madia a Brione, nel bresciano, dove Michele Valotti "ha trasformato un repertorio classico in un laboratorio contemporaneo di ricerca e invenzione continua" sottolinea il direttore del Gambero Rosso Lorenzo Ruggeri.
Novità dell'edizione numero 36 è il premio al "Miglior ristorante italiano all'estero" che va a Clara Restaurant a Bangkok aperto nel 2019 dallo chef pugliese Christian Martena e la compagna maitre Clara Del Corso Martena. Inoltre Arso a Orvieto è "La novità dell'anno", Andrea De Lillo (ristorante Nin a Brenzone sul Garda - Verona) è il cuoco emergente, mentre Clizia Zuin (Atto di Vito Mollica a Palazzo Portinari Salviati a Firenze) è la miglior sommelier.
Con 2580 indirizzi per mangiare e bere, di cui 382 le novità, il Gambero Rosso delinea "un mosaico che non conosce confini netti - osserva Ruggeri - proponendo un viaggio nei territori con molte idee che rompono la formalità e rimettono al centro il gesto più tipicamente italiano: la condivisione a tavola. E mentre i vertici della ristorazione italiana si rinnovano, le osterie di provincia restano un presidio sociale con 49 indirizzi premiati coi "Tre Gamberi"".
La cucina italiana non è mai stata così in salute, concordano gli chef Crippa e Romito. "Essere al vertice della guida da nove anni mi emoziona ma ci dà anche tanta responsabilità" aggiunge Niko Romito affiancato dalla sorella Cristiana, maitre e sommelier del ristorante-cult abruzzese. "Prendo ispirazione dalla cucina domestica, quella di tutti i giorni, e cerco di renderla coerente con il luogo dove siamo noi e dove ci raggiunge una clientela sempre più preparata. E quel che mi piace dei giovani talenti è che non cercano teatralità ma isolamento e specializzazione".
Un pensiero alle nuove generazioni anche da Massimo Bottura: "In questi 30 anni di lavoro abbiamo creato una grande famiglia e sento sempre i ragazzi che sono usciti dal nostro laboratorio di pensiero. A tutti consiglio di continuare a viaggiare con curiosità per poi esprimere la propria cucina". Intanto in libreria approda anche la trentaseiesima edizione di 'Osterie d'Italia 2026' di Slow Food con 1980 locali recensiti. Per numero delle Chiocciole, il riconoscimento del movimento fondato da Carlo Petrini, la Campania è in testa con 39 locali, la Toscana in seconda posizione con 30 e subito a ridosso il Piemonte con 29. Ad evidenziare il valore economico del comparto è il ministro dell'Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida che, tra i padiglioni di Host a Rho Fiera Milano, ricorda come "la ristorazione permette di promuovere al meglio i prodotti che garantiscono la qualità agroalimentare".

