Attualità di Redazione , 29/08/2025 16:40

Graduatorie alloggi Esu, la denuncia di Udu Verona: "Molti costretti a rinunciare a posto letto"

Udu Verona

"In seguito all'uscita delle graduatorie per accedere al servizio di alloggi regionali ESU risultano 460 gli studenti "idonei" e potenzialmente "beneficiari" che potranno entrare negli appartamenti dell'ESU, l'ente regionale per il diritto allo studio. A causa dei tempi lunghi degli scorrimenti e di una gestione complessivamente inadeguata delle tempistiche, molti idonei saranno di fatto costretti a rinunciare al posto letto". Lo sostiene UDU – Unione degli Universitari, per cui almeno un centinaio di aventi diritto rischiano di rimanere senza sistemazione e di doversi rivolgere al mercato privato, già saturo e con prezzi insostenibili, dopo tempi di attesa senza certezze.

“Qui emerge la responsabilità dell’ESU: l’ente che dovrebbe garantire il diritto all’abitare non riesce a farlo, e con limiti organizzativi e procedure non all’altezza spinge gli studenti alla rinuncia,” denuncia Francesco Miceli Sopo, rappresentante UDU in CdA dell'ESU.

“ESU Verona dichiara la diminuzione delle domande, minimizzando il problema della casa per gli studenti, quando invece questo calo non corrisponde a una riduzione del bisogno, ma al peso di regole e procedure imposte che disincentivano la presentazione” dichiara Adrian Nirca di UDU. Sulle tempistiche imposte dall'ente regionale sempre critica UDU “Le tempistiche fissate e i requisiti richiesti rendono rischioso fare domanda, soprattutto per chi attende i risultati dei test di ammissione di settembre inoltrato, più di 5000 studenti. Esporsi a un possibile costo senza garanzie significa lasciare molti esclusi in partenza”.

"La condizione è aggravata dal tema delle borse di studio e dal loro ritardo, denunciato dagli studenti ogni anno: “Molti non idonei dipendono dalla tardiva erogazione delle borse, e ci sono ancora più di 300 studenti che attendono la borsa dall'anno scorso. Questi ritardi compromettono la possibilità di pianificare un percorso di studi e lasciano migliaia di giovani senza certezze” chiosa Nirca. “Continuare a leggere questi numeri in modo puramente quantitativo significa nascondere la questione politica di fondo. Il diritto allo studio abitativo non può restare ostaggio di tempi incerti e rigidità amministrative: servono interventi tempestivi e concreti, capaci di garantire davvero pari accesso all’università” chiude Adrian Nirca.