Attualità di Giovanni Vitacchio , 23/03/2021 15:54

La Cgia attacca il DL Sostegni: Pochi fondi, arriveranno con troppo ritardo VIDEO

La Cgia di Mestre critica il DL Sostegni

Fondi insufficienti, che arriveranno con grave ritardo. La Cgia di Mestre critica duramente il nuovo DL Sostegni varato dal governo Draghi, a parziale copertura dei danni economici subiti dalle attività e dalle famiglie in questi lunghi mesi di restrizioni. La Cgia contesta soprattutto le tempistiche, sostenendo che i soldi saranno accreditati sui conti correnti delle attività interessate con un ritardo assolutamente non giustificato, rischiando di mettere una pietra tombale soprattutto su migliaia di piccole e medie imprese

“Non ci dicano che per ricevere gli aiuti del Decreto Sostegni - attacca Paolo Zabeo, coordinatore del Centro Studi della Cgia - basterà aspettare solo venti giorni. Non è così, non è affatto così. Questi fondi arriveranno con tre mesi e mezzo di ritardo, perché sono stati autorizzati dal parlamento nel gennaio scorso, per coprire i danni economici delle chiusure imposte per decreto prima di Natale”.

Lo scostamento di 32 miliardi, prosegue la Cgia di Mestre, è arrivato tre settimane dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, che vale 40 miliardi di euro. L’associazione artigiani e piccole imprese si domanda quindi come mai entro la fine del 2020 nessuno dell’allora maggioranza si sia accorto che a seguito delle chiusure imposte ci fosse la necessità di includere le misure del DL Sostegni all’interno della finanziaria, invece di fare un intervento ad hoc dopo soli venti giorni.

“Speriamo che tutto questo non accada più - si augura Zabeo - altrimenti il futuro di tante piccole attività artigianali e commerciali rischierà di essere compromesso irrimediabilmente”.

“Il crollo del fatturato e la conseguente mancanza di liquidità subita in questi ultimi mesi dalle aziende di piccola e micro dimensione stanno spingendo verso il baratro tantissimi operatori economici” conclude Zabeo. Oltre alle solite categorie a rischio nel settore della ristorazione, in ginocchio ci sono le attività culturali e dello spettacolo, la cura della persona, gli eventi, lo sport e il tempo libero.